ROMA HEROES: il Festival Internazionale di Teatro Rom approda per la prima volta a Roma

Dal 2 all’8 ottobre, l’Auditorium in Via di Santa Croce in Gerusalemme sarà teatro di performance, incontri, mostre tematiche e laboratori con maestri d’arte per conoscere meglio le specificità delle comunità Rom

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Senhit - Al Bano - Jonathan Kashanian - Conduttori e presidente di giuria di "Una voce per San Marino" 2023
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27 Settembre 2023 - 15.44 Culture


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ROMA HEROES è il titolo del primo festival internazionale di teatro Rom in Italia. Il sipario si aprirà il 2 ottobre presso l’auditorium di Via di Santa Croce in Gerusalemme a Roma per portare in scena la ricchezza e la complessità della cultura Rom Europea. Fino all’8 ottobre, infatti, si alterneranno performance, incontri, mostre tematiche e laboratori con maestri d’arte per conoscere meglio le specificità delle comunità Rom. Le parole chiave della kermesse teatrale sono identità, cultura, rappresentanza, discriminazione e resilienza.

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Dal 2018, il Festival Internazionale di Teatro Rom viene realizzato grazie all’unione di Roma, Bucarest e Budapest affinché artisti di diversa provenienza possano unirsi per raccontare, tramite l’arte, la propria cultura, realizzando narrazioni teatrali contemporanee e innovative. A sostegno di ciò, il Festival è parte del progetto Diverse Roma Theaters for Inclusive Europe, patrocinato da European Education and Culture Executive Agency, che nel 2023 ha già svolto la prima tappa rumena in settembre, approdando la prossima settimana a Roma e concludendosi in Ungheria in novembre.

Dal 2 al 6 ottobre, l’attore, danzatore e docente dell’Accademia Nico Pepe di Udine, Claudio De Maglio, terrà un laboratorio intensivo sulle Machere della Commedia dell’Arte per lavorare sulle categorie sociali che dal XVI sono ancora presenti nella società contemporanea.

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Alle ore 20:30 del 4 ottobre andrà in scena lo spettacolo “Aspettando Bo” della neo-Compagnia Teatrale Rampa Prenestina, che racconta la vita e le emozioni di due ragazzi nati e cresciuti nel Campo Rom di Via Gordiani a Roma. Seguiranno poi, il giorno successivo, la Conferenza “La voce ai margini”, adibita a presentare il Festival, e lo spettacolo “Carcasse Putrefatte”, nonché la seconda parte della trilogia realizzata dalla compagnia ungherese Independent Theatre Hungary. Questa prima nazionale tenta di rispondere alla domanda: fino a che punto la libertà creativa può essere protetta in un tribunale autoritario? Sempre il 5 ottobre, in tarda serata, il Maestro Moni Ovadia e la sua orchestra Taraf de Metropolitana Musica Nomade affascineranno il pubblico in un concerto che spazierà dal virtuosismo dell’improvvisazione swing fino alle struggenti note del mondo zingaro. 

Il 6 ottobre lascerà il palco a “The Gipsy Marionettist” di e con Rasid Nicolic: una commedia di marionette che, filo per filo, districano i rapporti familiari durante un racconto simbolico e divertente, un viaggio rocambolesco dalla Jugoslavia in guerra all’Italia. Nella stessa serata si assisterà anche ad un’altra opera diretta da Rasid Nicolic, ovvero “Rom v.s. Everybody”, la quale fonde stand-up comedy e conferenza antropologica in un ring culturale, con lo scopo di demolire i pregiudizi e l’ignoranza che, come polvere, si depositano sulla cultura Romanì. A intervallare i due spettacoli andrà in scena, alle 20:30, “I costruttori del Paese”, una performance della compagnia ungherese Independent Theatre Hungary che racconta i cambiamenti sociali dell’Ungheria socialista e democratica.

Ivana Nicolic, artista e attivista per i diritti umani, metterà in scena “Coming out etnico: orgogliosi di essere Rom e Sinti” il 7 ottobre: si assisterà ad uno spettacolo che affronta la questione della marginalità dei rom nella vita politica e sociale italiana, mettendo in luce la difficoltà di fare coming out etnico, cioè di “uscire allo scoperto” e dichiarare la propria appartenenza etnica. Nella stessa giornata si andrà in scena anche “Romnia” di Rampa Prenestina, uno spettacolo che racconta la storia di tre generazioni di donne rom e non rom che riflettono sull’evoluzione verso il futuro di usi, costumi, tradizioni e ruoli dell’universo femminile, e un concerto Hip Hop di Giuvlipen, primo collettivo teatrale femminista rom indipendente.

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Il festival verrà concluso con la nuova produzione del collettivo “Viral on Tik Tok”, che racconta di due ragazze adolescenti che cercano il successo postando video sul social network, trasmettendo messaggi in musica e in danza, scontrandosi con gli ideali sessisti di bellezza, la pressione della verginità e del matrimonio e l’influenza della religione nel reprimere i diritti delle donne. 

Il festival è realizzato in collaborazione con il Tavolo Cultura di Spin Time Labs e con Scomodo, realtà culturali alternative attente alle tematiche sociali e al percorso nell’underground romano della cittadinanza attiva all’insegna del mutualismo. 

Sicuramente la settimana del Festival sarà un’opportunità di scambio culturale dal valore inestimabile: non resta che attendere che le luci si spengano e che il sipario si apra.

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