di Alessia de Antoniis
Dal 5 al 21 settembre Pesaro torna a trasformarsi in un laboratorio di sperimentazione coreografica con la ventiduesima edizione di Hangartfest. Quest’anno il filo che lega gli spettacoli è il mito, inteso non come nostalgico recupero di archetipi antichi, ma come forza vitale capace di generare immagini, visioni e linguaggi contemporanei.
Il cuore del festival batte alla Maddalena – Centro Arti Performative, ex chiesa recentemente riqualificata e oggi spazio versatile dedicato alla creazione, ma la rassegna si allarga ai luoghi simbolici della città, dal Museo Nazionale Rossini a Palazzo Gradari fino alla Villa Imperiale, e si spinge oltre i confini urbani raggiungendo i borghi di Piobbico e Lunano grazie alla collaborazione con il Fe.M Festival di Micro Architettura. È un festival diffuso che intreccia danza, paesaggio e patrimonio culturale, e che costruisce con il pubblico un dialogo sempre nuovo.
Ad aprire la programmazione sarà Honeymoon di Sebastian Zuber (5 settembre), assolo che intreccia danza e linguaggi multimediali, frutto della collaborazione con il TanzHaus di Basilea. Subito dopo arriverà la prima assoluta di Atteone, Prologo di Michele Ifigenia Colturi (7 settembre), che porta in scena la metamorfosi tragica dell’eroe trasformato in cervo e divorato dai suoi stessi cani da caccia. In coppia con lui, sempre alla Maddalena, Federica D’Aversa interpreterà Cuma (7 settembre), un solo che evoca la figura della sibilla e la sua voce profetica.
Il programma prosegue con Bianco S di Masako Matsushita (9 settembre), progetto corale che unisce danza, poesia e immagini in un paesaggio emotivo sospeso tra vita e non-vita, e con OSOM – Out of Sight, Out of Mind? di Lucia Mauri (10 settembre), esperienza sensoriale che guida lo spettatore in un gioco di presenze e assenze. Eves di Tommaso Monza e Claudia Rossi Valli insieme all’astrofisico Claudio Melioli (11 settembre) porterà invece il pubblico dentro un viaggio cosmico fatto di buchi neri e supernove, dove la danza si intreccia con le leggi dell’universo.
L’attenzione ai giovani talenti torna con Club di Giulia Anastasio, Chiara Carducci, Alice Petrucci e Sara Zacchetti (12 settembre), performance selezionata dalla rete nazionale Giacimenti: un rituale che trasforma la musica techno in linguaggio di appartenenza e partecipazione collettiva. A seguire, The great cucumber di Mario Coccetti per la S Dance Company (12 settembre) affronterà con ironia e crudezza il tema della fallocrazia, smascherando i meccanismi di potere e dominio maschile attraverso una danza fisica e provocatoria.
Non mancano i ritorni più attesi, come quello di Rhuena Bracci e Marco Valerio Amico con Arsura (13 settembre), un lavoro breve e folgorante in cui luce e colore diventano materia di desiderio. Sempre il 13 settembre a Palazzo Gradari, Nicholas Baffoni e Camilla Perugini porteranno il site-specific Fitting. Olimpia Fortuni e Michela Paoloni debutteranno con Kor (14 settembre), performance che indaga il corpo come spazio relazionale a partire dalla radice indoeuropea che unisce cuore, cervello e corda, mentre Ilenia Romano proporrà Vacuum (16 settembre), assolo ispirato al mito di Elena di Troia che racconta una donna contraddittoria, moderna e sorprendente.
Il tema dell’amore come archetipo sarà al centro di Il sale e il pane di Marisa Ragazzo e Omid Ighani (17 e 18 settembre), mentre Francesca Santamaria con Good vibes only (beta test) (18 settembre) rifletterà sul gesto quotidiano dello scrolling e sul nostro rapporto con il digitale. Sullo stesso tema si innesta Rmx di Pietro Angelini (19 settembre), che rilegge la figura di Narciso trasformando gli smartphone in dispositivi drammaturgici.
La scena internazionale porta a Pesaro High season di Katarzyna Gdaniec e Marco Cantalupo per la Compagnie Linga (20 settembre), ispirata alle Quattro stagioni ricomposte di Max Richter, che diventa un omaggio alla danza atemporale e senza confini. A Villa Imperiale, Frey Faust e Francesca Pedullà esploreranno la relazione tra due corpi con Elastic empathic (21 settembre), mentre a chiudere il festival sarà Insectum in Pesaro di Silvia Gribaudi e Tereza Ondrová (21 settembre), spettacolo ironico e sorprendentemente poetico che racconta il mondo dal punto di vista di un insetto.
Tra le collaborazioni più significative spicca quella con il Fe.M Festival, dove danza e microarchitettura si intrecciano: a Lunano Melissa Brutti (14 settembre) dialogherà con la Cappella del Suono dello Studio Carraldo, mentre a Piobbico Giulia Torri (20 settembre) si muoverà all’interno di La Barca, progetto concepito da un collettivo di giovani architetti francesi.
Hangartfest 2025 si conferma così come uno dei poli più vitali della danza contemporanea italiana, un festival che non si limita a presentare spettacoli ma costruisce ecosistemi di senso, in cui il mito diventa strumento per interrogare il presente e il corpo diventa linguaggio vivo che genera nuove comunità.