di Alessia de Antoniis
Dal 30 agosto al 14 settembre Largo Mengaroni a Tor Bella Monaca torna a riempirsi di corpi sospesi, clown, acrobazie e poesia: è la diciannovesima edizione di Anomalie, il festival internazionale di nuovo circo contemporaneo ideato dal Kollatino Underground e sostenuto dal Ministero della Cultura, da Roma Capitale e da Zètema Progetto Cultura. Un festival gratuito per i residenti del Municipio VI, che da quasi vent’anni porta l’arte nelle periferie con una precisa scelta politica e poetica: trasformare i luoghi marginali in centri di produzione culturale. Qui, tra palazzi e cemento, il circo diventa linguaggio universale, capace di parlare a tutti senza parole e di rigenerare lo spazio pubblico con gesti, visioni e processi di comunità.
Il programma 2025 conta trentadue spettacoli di ventidue compagnie, con cinque prime nazionali, due regionali e una prima internazionale. Le discipline spaziano dal teatro aereo alla clownerie, dall’antipodismo alla comicità, dalla lirica all’acrobatica. Ogni sera Largo Mengaroni diventa un teatro all’aperto, un’arena dove il corpo si fa drammaturgia e le storie si raccontano a naso all’insù.
Si comincia sabato 30 agosto con Cose di casa di Maurizio Mancini – L’Uovo Elettrico, danza paradossale costruita su oggetti quotidiani, seguito da Why Not? di Piero Ricciardi, maestro di un umorismo anarchico che trasforma ogni errore in invenzione. Domenica 31 è la volta del duo italo-argentino Circo Bipolar con Café Rouge, incontro tra trapezio e giocoleria che racconta la distanza e la sintonia dei corpi. Il cuore del festival batte venerdì 5 settembre con tre prime nazionali: Melic – corde per tessere di IF Circus, che intreccia memoria e sospensione aerea attraverso corde lavorate da donne over sessanta; La Famiglia Carlucci di 3Didanè, ritratto clownesco di una famiglia disfunzionale; e Supernova del Collettivo Flaan, esplosione corale di beatbox, verticalismi e rito comunitario. Nella stessa giornata debutta anche Come i pesci del Circo El Grito con Wu Ming 2, esperienza immersiva per un solo spettatore alla volta dentro il Veroscopio.
Sabato 6 settembre la giocoleria diventa sinfonia con Viola Vertigo di Scorza, seguita da spaiATa di Gioia Santini, che celebra la diversità con calzini spaiati e gesti sospesi, e da Scartabaret della compagnia Circo Madera, spettacolo eco-poetico costruito con materiali riciclati. Domenica 7 settembre si incontrano la clown Silvia Laniado in Senza denti, la ruota cinese di Roberto Sblattero e Il peggio delle pagliacce, prima nazionale di un collettivo tutto al femminile che rovescia la retorica del clown solitario.
Venerdì 12 settembre Nadia Addis porta in anteprima Brigitte et le petit bal perdu, microcirco da dieci minuti per pochi spettatori, seguito da Camelot di Mr. Pope e Blumamba, fiaba urbana su trampoli, To Play or Not to Play di Lannutti e Corbo, prima regionale con clown e marionette filosofi, e Davaiii del duo internazionale DA Circ, prima regionale tra violoncello e acrobazia. Sabato 13 settembre Andrea Scarimbolo presenta Ci penso io, seguito da Cheap Chips di Giorgia dell’Uomo, rito clownesco nato da una busta di patatine, e da Winner del Circo Pacco, anteprima regionale che parodizza il mito olimpico. Domenica 14 settembre il festival si chiude con Intus di Steam Duo, un viaggio nell’interiorità tra acrobazia e musica dal vivo, e con Bagatella di Lorenzo Aureli Talbò, danza sospesa di forza ed eleganza.
Questa edizione di Anomalie è attraversata da due grandi linee: da un lato la ricerca interiore e sensoriale di lavori come Intus o Melic, dall’altro la potenza delle artiste che portano in scena nuove immagini del femminile, dal clown corrosivo e liberatorio de Il peggio delle pagliacce alle figure poetiche di Gioia Santini, Giorgia dell’Uomo e Silvia Laniado. Accanto agli spettacoli, il festival ospita laboratori gratuiti di circo sociale, radio, street art e storytelling digitale, pensati per costruire competenze e identità condivisa. Largo Mengaroni diventa così non solo uno spazio performativo, ma una piazza culturale ridisegnata anche dalle scenografie urbane del collettivo di street artists 610.
Anomalie 2025 non è soltanto un festival di circo, ma un gesto politico e poetico: portare bellezza dove non è scontato, trasformare la periferia in palcoscenico e restituire alla comunità uno spazio di visione collettiva.