L’eredità di Oliviero Toscani a un anno dalla scomparsa
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L’eredità di Oliviero Toscani a un anno dalla scomparsa

Dopo dodici mesi dalla triste notizia, il ricordo dei familiari e un nuovo documentario celebrano il genio che trasformò la provocazione in arte civile.

L’eredità di Oliviero Toscani a un anno dalla scomparsa
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13 Gennaio 2026 - 18.23 Culture


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Il 13 gennaio segna il primo anniversario della scomparsa di Oliviero Toscani, l’artista della luce che si è spento a 82 anni presso l’ospedale di Cecina. La sua uscita di scena è avvenuta con la stessa dirompente onestà che ha caratterizzato la sua carriera: dopo aver rivelato pubblicamente la lotta contro l’amiloidosi, una patologia che ne aveva profondamente segnato il corpo ma non lo spirito, Toscani ha affrontato l’ultimo tratto di strada restando fedele alla sua natura di instancabile osservatore della realtà.

La sua assenza lascia un vuoto incolmabile nel panorama della comunicazione visiva, dove per sessant’anni ha agito come una forza della natura, capace di trasformare un cartellone pubblicitario in un manifesto politico e sociale di portata globale.

Il ritratto privato dell’uomo dietro l’obiettivo emerge con forza dai ricordi del figlio Rocco, il quale descrive un padre dall’energia inesauribile, un lettore onnivoro capace di dedicarsi con coraggio a sfide sconosciute senza mai cedere al pessimismo. Il momento del distacco fisico dalla professione avvenne nell’estate del 2023, quando tra le colline della Val d’Orcia si rese conto di non avere più la forza necessaria per governare la sua macchina fotografica. Nonostante un carattere complesso, spesso incline allo scontro e alla perdita di importanti commesse lavorative per via della sua intransigenza, Toscani possedeva la rara dote di ricominciare ogni giorno da zero, privo di rancori e animato da un coraggio leonino che lo spingeva sempre verso il futuro.

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Anche Kirsti Moseng, compagna di una vita, ha voluto sottolineare l’amore viscerale del fotografo per l’esistenza, pur evidenziando una sorta di incomprensione di fondo da parte del panorama culturale italiano. Se in Francia il suo lavoro è stato pienamente storicizzato, in Italia è rimasta spesso in superficie l’etichetta di provocatore, trascurando la portata del suo genio creativo. La sua eredità artistica, fatta di scatti iconici come il celebre bacio tra il sacerdote e la religiosa o le dure immagini sull’anoressia e la pena di morte, viene ora esplorata nel documentario Sky Original “Oliviero Toscani. Chi mi ama mi segua”, in onda proprio in occasione di questa ricorrenza per analizzare il pensiero di un uomo che ha saputo guardare dove gli altri distoglievano lo sguardo.

Oggi le ceneri di Toscani riposano nel vento di Casale Marittimo, disperse su una collina toscana che amava profondamente. La sua famiglia ha scelto di onorarne la memoria non con il silenzio del lutto, ma con una celebrazione vitale battezzata “Viva Oliviero”, un evento conviviale fatto di vino rosso e convivialità che rispecchia perfettamente l’anima di chi ha passato la vita a cercare il futuro. Restano i suoi milioni di fotogrammi e migliaia di ritratti, testimonianza immortale di un fotografo che non ha mai avuto paura di usare il colore e la creatività per scuotere le coscienze di un mondo troppo spesso assuefatto all’indifferenza.

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