Scomparso Sergio Secondiano Sacchi, direttore artistico del Premio Tenco
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Scomparso Sergio Secondiano Sacchi, direttore artistico del Premio Tenco

È mancato Sergio Secondiano Sacchi direttore artistico del Premio Tenco. Da anni era andato ad abitare a Barcellona, ma ogni anno era in prima linea a Sanremo per la consueta Rassegna della Canzone d’Autore.

Scomparso Sergio Secondiano Sacchi, direttore artistico del Premio Tenco
Sergio Secondiano Sacchi
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20 Febbraio 2026 - 00.14


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di Giordano Casiraghi

È mancato Sergio Secondiano Sacchi direttore artistico del Premio Tenco. Da anni era andato ad abitare a Barcellona, ma ogni anno era in prima linea a Sanremo per la consueta Rassegna della Canzone d’Autore. A Barcellona era in compagnia di Steven Forti, professore di Storia contemporanea presso l’Universitat Autònoma de Barcelona. Anche lui del Club Tenco, anche lui ogni anno a collaborare alla rassegna. Sacchi era architetto, e insieme a Antonio Silva, storico presentatore del Premio Tenco, aveva dato vita negli anni Settanta al gruppo musicale Pan Brumisti.

Notizia appresa dal cantautore Alessio Lega che sul suo profilo Facebook ha scritto un sentito ricordo. 

“Era mio amico.

Poi era anche Sergio S. Sacchi.

Poi era anche un artista così umile o così superbo da aver dedicato la propria creatività torrenziale a costruire architetture fatte coi suoni e con le parole degli altri.

Poi era anche un architetto, nel senso professionale del termine… ma di questo non ne ho mai saputo troppo.

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Poi poteva essere anche così scostante da rasentare la stronzaggine più assoluta. Ma la sua porta non si chiudeva mai definitivamente.

Poi era un esperto internazionale di Whisky.

Poi era un uomo di parola, amante della parola al punto da capire, tradurre e far cantare anche le parole delle lingue che non conosceva.

Poi era di una rara trascuratezza nel vestire, ma trascurato con uno stile inimitabile. A dispetto di Sonia che si disperava per farlo apparire, se non elegante, civile, almeno nelle occasioni ufficiali.

Poi era uno scrittore barocco e chiarissimo.

Poi era un condottiero di rassegne.

Poi aveva fatto diventare Barcellona un rifugio dei cantautori negletti in patria.

Poi era uno che parlava di canzoni – con la voce bassa e un po’ spompata degli ultimi tempi – e risultava assai più vario e polifonico delle noiose orchestre di 50 elementi che lo accompagnavano nei suoi racconti.

Poi era stato un mio grande detrattore… finché non aveva invece deciso che ero suo amico. Vai a capire perché.

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Io che lo ammiravo da sempre non vedevo l’ora.

Poi una volta aveva detto che ero un genio: una parola che non si dovrebbe mai usare per un vivente.

Lui si che era un genio.

Il mio amico, il mio compagno Sergio S. Sacchi”.

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