Al via “Macro Pop”, una mostra sugli oggetti quotidiani di Luca Vernizzi
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Al via “Macro Pop”, una mostra sugli oggetti quotidiani di Luca Vernizzi

L’esposizione, ad ingresso gratuito, sarà visitabile dal 10 marzo al 17 aprile 2026

Al via “Macro Pop”, una mostra sugli oggetti quotidiani di Luca Vernizzi
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9 Marzo 2026 - 16.42 Culture


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Nel panorama dell’arte contemporanea uno dei gesti più radicali è spesso il più semplice: guardare ciò che normalmente non osserviamo. È proprio in questa linea di ricerca che si colloca il lavoro di Luca Vernizzi, pittore e ritrattista tra i più riconosciuti della scena italiana, che con la mostra “Macro Pop” torna a interrogarsi sul rapporto tra immagine, oggetto e contemporaneità.

L’esposizione, che verrà allestita dal 10 marzo al 17 aprile 2026 negli spazi della Fabbrica del Vapore di Milano, celebrerà un traguardo importante nella carriera dell’artista, vale a dire i suoi ottantacinque anni, durante i quali ha sempre mantenuto una posizione autonoma e coerente nella sua concezione di arte.  

La mostra riunisce ben 46 opere, tra grandi tele monumentali, dipinti su legno e una serie di lavori su carta dedicati agli oggetti della vita di tutti i giorni. Il titolo introduce immediatamente la chiave di lettura del progetto. Infatti, “Macro Pop” non è semplicemente un riferimento alla cultura popolare o all’eredità della Pop Art degli anni ’50 e ‘60, ma indica soprattutto un cambio di scala nello sguardo.

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Tra i lavori più datati figurano “Grande calamaio” (1988) e “Televisore spento” (1989), che dimostrano come il ritratto di oggetti sia una costante nella produzione di Vernizzi. A questi si affiancano dipinti realizzati negli anni più recenti, come “Frutta e pomodori” (2012), “Accappatoi”, “Detersivo per i piatti”, “Mazzo di chiavi” e “Scodella e cucchiaio” (2020), fino alle opere più recenti come “Goccia” (2021), “Annaffiatoio” (2022) e “Occhiali da sole” (2025).

In queste immagini l’oggetto è sempre collocato in uno spazio neutro, quasi vuoto, privo di elementi narrativi o decorativi. Questa scelta compositiva ha un effetto preciso: elimina qualsiasi distrazione e costringe lo spettatore a confrontarsi direttamente con la presenza della cosa rappresentata. 

Tuttavia, la mostra suggerisce anche una prospettiva storica. Infatti, se pensiamo alle civiltà del passato gran parte di ciò che sappiamo su di esse proviene dagli utensili, i gioielli e gli strumenti quotidiani che utilizzavano. Le cose “sopravvivono” alle persone e diventano documenti silenziosi della vita di chi le ha utilizzate.

 In questo senso, i dipinti di Vernizzi possono essere letti anche come veri e propri archivi visivi della contemporaneità, immagini che registrano il nostro rapporto, positivo e negativo,  con gli oggetti del presente.

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Insomma, tra meno di due giorni inizierà questa affascinante mostra, con l’auspicio che le persone di tutta Italia accorrano numerose a visitarla, perché lavori artistici di questo tipo non sono così usuali.

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