A Chiusi OrizzontiFestival invita a “Sentire sentire”
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A Chiusi OrizzontiFestival invita a “Sentire sentire”

Dal 29 luglio al 2 agosto la XXIV edizione diretta da Roberto Latini. Cinque giorni tra teatro, danza, laboratori e lezioni con Virgilio Sieni, Motus, Ascanio Celestini, Stefano Massini, Socìetas Raffaello Sanzio, Scena Verticale e Teatro Koreja

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Roberto Latini - foto ©MasiarPasquali
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Alessia de Antoniis Modifica articolo

27 Luglio 2026 - 22.44


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Sentire una voce, un corpo, il rumore di una comunità che si riunisce. Ma anche sentire due volte, come suggerisce il titolo scelto da Roberto Latini per la XXIV edizione di OrizzontiFestival: prestare attenzione a quello che accade fuori e, contemporaneamente, riconoscere ciò che si muove dentro di noi.

Dal 29 luglio al 2 agosto Chiusi torna a trasformarsi in uno spazio diffuso delle arti sceniche. Teatro, danza, parola e formazione attraverseranno il Teatro Pietro Mascagni, il Chiostro di San Francesco, Piazza Duomo, il Museo Nazionale Etrusco, i Giardini del Duomo e la palestra delle Scuole superiori. Non soltanto una successione di spettacoli, dunque, ma cinque giornate costruite intorno all’incontro tra artisti, cittadini e luoghi.

Al suo secondo anno alla direzione artistica, Latini compone un programma nel quale alcuni spettacoli entrati nella storia recente del teatro italiano dialogano con nuove creazioni, laboratori, lezioni pubbliche e momenti di restituzione. Un programma che accosta spettacoli di culto e nuove creazioni, senza separare la scena dai momenti di formazione e confronto con il pubblico.

Ad aprire il programma, mercoledì 29 luglio, sarà Virgilio Sieni con l’Atelier sul gesto, laboratorio rivolto a performer, attori, danzatori e cittadini di ogni età e abilità, ospitato al Museo Nazionale Etrusco. Il percorso proseguirà con il solo Con te nel cuore, nato dall’incontro con Le ceneri di Gramsci di Pier Paolo Pasolini, con la coreografia Rito e con Dolce lotta, restituzione pubblica dell’esperienza laboratoriale.

Nella stessa giornata torna Buchettino della Socìetas Raffaello Sanzio, uno dei lavori più importanti del teatro d’infanzia contemporaneo. Creato a partire dalla fiaba di Charles Perrault, lo spettacolo trasforma il pubblico in una comunità provvisoria raccolta nell’ascolto: bambini e adulti, distesi su piccoli letti, vengono guidati da una voce attraverso il bosco, l’abbandono e la paura.

Giovedì 30 luglio Scena Verticale presenta Dissonorata, scritto, diretto e interpretato da Saverio La Ruina. Il monologo, affidato alla voce di una donna calabrese, attraversa una storia di violenza, subordinazione e desiderio negato senza trasformarla in un esercizio retorico: la lingua, il corpo e la memoria individuale diventano strumenti di denuncia e insieme materia poetica.

Nella stessa serata i Motus portano a Chiusi Frankenstein. History of Hate, nuovo passaggio della loro ricerca intorno alla creatura di Mary Shelley. Il mostro diventa lo specchio di una società che costruisce il diverso e poi lo respinge, alimentando la violenza che pretende di condannare. Lo spettacolo attraversa i confini tra umano e non umano, vivente e artificiale, solitudine e desiderio di relazione.

Venerdì 31 luglio arrivano da Palermo i due disoccupati in attesa di un colloquio di lavoro di Sutta Scupa di Babel, mentre il Teatro Koreja riallestisce Paladini di Francia, viaggio comico e tragico tra Orlando, Angelica, Carlo Magno e il teatro di figura.

Sabato 1° agosto Roberto Abbiati e Leonardo Capuano presentano Pasticceri – Io e mio fratello Roberto, poesia teatrale in cucina costruita intorno a due fratelli gemelli, ai dolci e all’attesa dell’amore.

Con Radio Clandestina, Ascanio Celestini torna invece alla memoria delle Fosse Ardeatine. Partendo dal libro di Alessandro Portelli L’ordine è già stato eseguito, il racconto smonta le false versioni sedimentate nel discorso pubblico e ricostruisce la strage attraverso le testimonianze, le voci e le vite delle vittime.

La chiusura, domenica 2 agosto, è affidata ad Alessandra Cristiani con Corpus delicti, progetto performativo nel quale il corpo diventa archivio, traccia e luogo di trasformazione. I corpi-segno di Egon Schiele sono il punto di partenza di una ricerca sulla materia, la memoria e sulla possibilità di costruire un nuovo linguaggio corporeo.

Accanto agli spettacoli, OrizzontiFestival propone ogni giorno una Lezione con i Maestri. Gennaro Carillo parlerà di passioni tragiche; Silvia Gribaudi, Marcello Sambati e Stefano Massini incontreranno il pubblico nei giorni successivi. Tornano inoltre le Visitazioni dedicate alla Trilogia dell’ego di Lorenzo Paladini e Miriana Moschetti e la lettura quotidiana del diario del festival, pensata per trattenere e condividere ciò che è accaduto durante le giornate.

«Orizzonti Festival vuole essere la festa di una comunità civile, culturale, sociale e transgenerazionale, che attraverso il teatro dà appuntamento a se stessa», spiega Roberto Latini.

Non si tratta soltanto di assistere. “Sentire sentire” propone di sostare, lasciarsi attraversare e riconoscere nel teatro non una parentesi separata dalla vita, ma uno dei luoghi nei quali una comunità può ancora incontrarsi, discutere, ascoltarsi e interrogare il presente.

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