Aquinum, dagli scavi un cippo decorato e un altare votivo

Due reperti di epoca romana sono emersi durante la XVIII campagna di scavo dell'Università del Salento.

Aquinum, dagli scavi un cippo decorato e un altare votivo
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5 Ottobre 2026 - 17.32 Culture


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Un cippo decorato e un altare votivo in marmo sono stati riportati alla luce dalla XVIII campagna di scavo dell’Università del Salento nell’antica città romana di Aquinum e sono stati svelati al pubblico per la prima volta durante il weekend dell’archeologia, l’appuntamento che ha concluso la stagione di ricerche nell’area archeologica di Castrocielo.

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Il primo è un cippo riccamente ornato, che in antico era stato reimpiegato come elemento della pavimentazione in prossimità di uno dei principali incroci della città. Sul monumento compare il nome del dedicante, con ogni probabilità Caius Ammius Cammarus, insieme a un apparato figurativo fatto di ghirlande, festoni e bucrani che racchiudono la raffigurazione di tre animali, un bue, un montone e un maiale, riuniti sullo stesso blocco. Come spiega una nota di UniSalento, i tre animali rimandano alla triade sacrificale del suovetaurilium, uno dei riti più solenni della religione romana, che prevedeva il sacrificio di un suino, di un ovino  e di un toro.

Il secondo ritrovamento è un altare votivo marmoreo, il cui nuovo frammento consente oggi di ricostruire in modo più completo il testo della dedica e, soprattutto, di individuare l’insieme di divinità cui il monumento era consacrato: il Genio di Augusto, i Lari di Augusto e il Genio della Colonia. A dedicarlo fu un ricco liberto, Manius Popidius Anteros, che ricoprì la carica di seviro augustale.

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«Dopo diciotto anni di ricerche, Aquinum continua a sorprenderci», dichiara Giuseppe Ceraudo, direttore scientifico degli scavi e delle ricerche ad Aquinum. Alessandro Betori, soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Frosinone e Latina, sottolinea come le nuove scoperte confermino il valore di un progetto di ricerca continuativo, in cui l’indagine scientifica procede di pari passo con la tutela e la conservazione del patrimonio culturale: «La collaborazione tra Soprintendenza, Università del Salento e i Comuni di Castrocielo e Aquino rappresenta un esempio concreto di come istituzioni con competenze differenti possano operare insieme per un obiettivo comune: conoscere, proteggere e restituire alla collettività le testimonianze del proprio passato».

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