Decreto affitti e rinnovo catasto: le possibili novità in arrivo

L'obiettivo del cosiddetto "Decreto affitti" è quello di regolamentare in maniera più efficace il settore, contrastando l'abusivismo e garantendo standard di sicurezza più elevati all'interno delle strutture ricettive.

Decreto affitti e rinnovo catasto: le possibili novità in arrivo
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31 Ottobre 2023 - 13.07


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Locazioni turistiche e catasto: sono questi i due capisaldi di una possibile riforma fiscale su case e affitti da parte del Governo; nel mirino del legislatore ci sono anzitutto gli affiti turistici brevi, che stanno erodendo l’offerta abitativa in special modo nelle metropoli e nelle grandi città. L’obiettivo del cosiddetto “Decreto affitti” è quello di regolamentare in maniera più efficace il settore, contrastando l’abusivismo e garantendo standard di sicurezza più elevati all’interno delle strutture ricettive. Per quanto concerne, invece, la possibile revisione del catasto – della quale si parla da oltre un anno – gli aspetti maggiormente interessati da possibili provvedimenti sarebbero quelli legati alla classificazione degli immobili, con una rivalutazione del valore di mercato ai fini del calcolo di tasse e tributi. Vediamo, di seguito, quali sono le proposte sul tavolo e in che modo potrebbero mofidicare la normativa vigente.

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Il rinnovo del Catasto in Manovra Finanziaria

Come già accennato, una possibile riforma del Catasto non rappresenta una novità in senso assoluto; già l’esecutivo guidato da Mario Draghi aveva elaborato una proposta con due obiettivi principali: 

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  • individuare e classificare gli ‘immobili fantasma’;
  • rivedere i parametri per determinare la rendita catastale degli immobili, ovvero il valore assegnato a fabbricati e terreni sulla base del quale si calcolano imposte e tributi. Per ricavare tale parametro è sufficiente richiedere la consulatazione della visura catastale all’Agenzia delle Entrate oppure ad un portale specializzato come Ivisura.it.

L’attuale esecutivo aveva sostanzialmente accatastato la riforma proposta dal Governo Draghi, paventando la possibilità che potesse determinare un aumento delle tasse. Ora invece, sollecitato anche dall’Unione Europa, sembra pronto a mettere mano ad una riforma che introduca nuovi meccanismi di calcolo delle rendite catastali e dei valori di mercato e che renda più semplice la gestione e la tutela degli immobili di rilevanza storica. In aggiunta, la manovra dovrebbe mettere a disposizione dell’Agenzia delle Entrate strumenti digitali per gestire in maniera più flessibile ed efficiente la mappatura e il censimento degli immobili non ancora accatastati.

Riforma case e abitazioni: il ‘decreto affitti’

Il cosiddetto “Ddl affitti” è diventato un decreto legge a tutti gli effetti e, molto probabilmente, entro la fine dell’anno verrà discusso in Consiglio dei Ministri. Il provvedimento si pone come obiettivo quello di disciplinare in maniera più chiara ed uniforme il mercato delle locazioni turistiche a breve termine, ovvero i servizi offerti soprattutto da B&B, affittacamere e altre strutture ricettive. 

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Nel testo che sarà passato al vaglio prossimamente si propone che “il contratto di locazione per finalità turistiche avente ad oggetto uno o più immobili ad uso abitativo, nei comuni capoluoghi delle città metropolitane non può avere una durata inferiore a due notti consecutive, fatta eccezione per l’ipotesi in cui la parte conduttrice sia costituita da un nucleo familiare con almeno tre figli“.

In aggiunta, a tutela del regime concorrenziale di mercato e per salvaguardare la sicurezza dei consumatori il testo – già nella bozza presentata a settembre scorso – prevede che il Ministero del Turismo, per mezzo di un’apposita procedura telematica, un CIN (Codice Identificativo Nazionale) ad ogni unità immobiliare ad uso abitativo ceduta in locazione per finalità turistiche. Per ottenere il codice identificativo, il locatore deve essere in possesso di un altro codice (il CIR – Codice Identificativo Regionale) rilasciato dalla regione di competenza; in alternativa, è possibile avviare la procedura utilizzando il codice assegnato dal comune in cui si trova l’immobile.

Il ddl, infine, comprende anche norme e disposizioni in materia di sicurezza, in virtù delle quali gli immobili destinati alla locazione turistica debbano dotarsi di specifici equipaggiamento antincendio e rispettare precisi parametri igienico-sanitari. Molte associazioni di categoria non hanno accolto favorevolmente il contenuto della proposta di legge, definendola “illiberale e, sotto molti profili, incostituzionale“, come scritto in una nota congiunta pubblicata da 14 associazioni di proprietari, gestori e intermediari di immobili turistici.

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