Vertice per la Cooperazione di Shanghai: Xi accoglie Modi, Erdogan e Putin per l'alleanza eurasiatica anti-Occidente
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Vertice per la Cooperazione di Shanghai: Xi accoglie Modi, Erdogan e Putin per l'alleanza eurasiatica anti-Occidente

I leader di oltre due dozzine di Paesi sono arrivati domenica in Cina per un vertice di alto profilo che punta a sfidare i blocchi guidati dagli Stati Uniti e dominati dall’Occidente.

Vertice per la Cooperazione di Shanghai: Xi accoglie Modi, Erdogan e Putin per l'alleanza eurasiatica anti-Occidente
Putin e Xi Jnping
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31 Agosto 2025 - 17.11


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I leader di oltre due dozzine di Paesi sono arrivati domenica in Cina per un vertice di alto profilo che punta a sfidare i blocchi guidati dagli Stati Uniti e dominati dall’Occidente.

Xi Jinping ha accolto personalmente diversi leader, tra cui il primo ministro indiano Narendra Modi e il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan. Xi dovrebbe incontrare anche Vladimir Putin, con il quale intrattiene una stretta alleanza definita da entrambi una “partnership senza limiti”.

Gli incontri bilaterali si svolgono a margine del vertice della Shanghai Cooperation Organisation (SCO), in corso a Tianjin. L’SCO è un blocco di 10 nazioni eurasiatiche, a cui si aggiungono i leader di 16 Paesi osservatori o “partner di dialogo”.

Putin e altri leader sono attesi anche alla parata militare in programma mercoledì a Pechino, in occasione dell’80° anniversario della fine della seconda guerra mondiale, che in Cina viene ricordata come la “guerra di resistenza contro l’aggressione giapponese”. Alla parata dovrebbe partecipare anche il leader nordcoreano Kim Jong-un.

Il vertice segna la prima visita di Modi in Cina da sette anni, e arriva in un momento di tentativi di ricostruzione dei legami commerciali e di risoluzione delle dispute di confine sull’Himalaya. “Siamo impegnati a far progredire le nostre relazioni basandoci su rispetto reciproco, fiducia e sensibilità comuni”, ha dichiarato Modi dopo l’incontro con Xi.

Quello di Tianjin è il più grande vertice organizzato dal blocco dalla sua fondazione, nel 2001. L’SCO rappresenta uno strumento centrale della strategia di Pechino per rafforzare alternative multilaterali ai blocchi occidentali guidati dagli Stati Uniti, come la Nato.

Arrivato con una delegazione di politici e imprenditori, Putin ha dichiarato all’agenzia statale Xinhua che l’incontro “consoliderà la solidarietà” tra le nazioni eurasiatiche e contribuirà a “modellare un ordine mondiale multipolare più giusto”.

L’obiettivo è stato favorito anche dagli sconvolgimenti portati dalle politiche di Donald Trump, dai dazi commerciali e da altre scelte di politica estera. L’incontro tra Modi e Xi è avvenuto cinque giorni dopo che Washington ha imposto tariffe punitive del 50% sui beni indiani, in risposta agli acquisti di petrolio russo da parte di Delhi.

Xi ha affermato che i rapporti tra Cina e India potrebbero essere “stabili e di lungo periodo” se entrambi i Paesi imparassero a vedersi come partner invece che come rivali.

In un colloquio con Erdoğan, Xi ha sostenuto che Cina e Turchia dovrebbero rafforzare la cooperazione nella lotta al terrorismo. Il presidente cinese ha incontrato anche i leader di Maldive, Azerbaigian, Kirghizistan e il leader autoritario della Bielorussia, Alexander Lukashenko, stretto alleato di Putin.

Domenica sera Xi e sua moglie hanno accolto gli ospiti a un ricevimento ufficiale, anche se non era ancora chiaro se Xi e Putin avessero avuto un colloquio bilaterale. Gli incontri si sono svolti nella Tianjin Guest House, una residenza circondata dal verde, mentre vaste aree della città erano chiuse al traffico e pattugliate da un forte dispiegamento di polizia.

Secondo Lim Chuan-Tiong, ricercatore dell’Istituto di studi avanzati sull’Asia dell’Università di Tokyo, l’incontro Xi-Putin rifletterà la prosecuzione della loro “partnership senza limiti”, rinsaldata dal comune antagonismo verso gli Stati Uniti. “Finché l’avversario comune – gli USA – non sarà sconfitto, la cooperazione tra Cina e Russia rimarrà intatta”, ha detto Lim. “La loro alleanza serve anche a dimostrare l’esistenza di un ordine globale che va oltre gli Stati Uniti.”

Le rivendicazioni di Mosca sull’Ucraina e l’invasione del 2022, così come le pretese di Pechino su Taiwan e le minacce di invasione, hanno ulteriormente isolato entrambi i governi dall’Occidente e dalle democrazie di altre aree del mondo.

Secondo analisti russi, la guerra in Ucraina è ormai un pilastro della relazione bilaterale, e Mosca vuole sapere come Pechino reagirebbe se gli Stati Uniti chiedessero di fare pressioni sulla Russia per porre fine al conflitto. “Più a lungo durerà la guerra in Ucraina, più la Russia avrà bisogno dell’assistenza della Cina, sia economica sia di altro tipo”, ha osservato Lim. “La Cina, dal canto suo, sa che è improbabile un ritorno ai rapporti pre-2018 con gli Stati Uniti e non ha altra scelta se non accettare un allineamento stretto con Mosca.”

Pechino sostiene ufficialmente di mantenere una posizione neutrale sulla guerra in Ucraina, ma di fatto è diventata una linfa economica vitale per Mosca, mentre Kiev l’accusa di fornire aiuti diretti alla campagna russa. I due Paesi hanno inoltre intensificato le esercitazioni militari congiunte.

Un accademico cinese, che ha parlato a condizione di anonimato, ha affermato che Mosca si aspettava più sostegno dal suo alleato, ma Pechino ha cercato di evitare ulteriori sanzioni punitive. “La Cina proclama una ‘cooperazione senza limiti’, ma nella pratica è titubante, sempre attenta a non spingersi troppo oltre per timore delle pressioni di Occidente, UE e Nato. In realtà non ha mai preso del tutto sul serio la Russia – e Mosca se ne è accorta già da tempo”, ha concluso.

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