Il movimento dei trattori si spacca: non tutti abboccano all'esca propagandistica del governo

Le parole del ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida, sia durante il confronto al dicastero sia nella visita a sorpresa al presidio di Riscatto agricolo, non hanno persuaso i manifestanti a smobilitare i trattori da Roma.

Il movimento dei trattori si spacca: non tutti abboccano all'esca propagandistica del governo
Trattori, protesta degli agricoltori
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10 Febbraio 2024 - 21.06


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Agricoltori, la finta propaganda dei post missini non regge e infatti… Le parole del ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, sia durante il confronto al dicastero sia nella visita a sorpresa al presidio di Riscatto agricolo, non hanno persuaso i manifestanti a smobilitare i trattori da Roma. Nel fronte della protesta si notano le prime divisioni e non tutti abboccano alle esche sovraniste.

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Il punto di raccolta sulla Nomentana rimane attivo mentre gli agricoltori del Cra annunciano una manifestazione giovedì al Circo Massimo e il loro leader, Danilo Calvani, promette di portare in piazza ventimila persone.

“Andiamo via dall’incontro con il ministro senza punti confermati, ma con delle promesse e con l’impegno da parte loro di aprire un tavolo d’ascolto”, dichiara Andrea Papa, uno dei portavoce del gruppo che ha istituito il punto di raccolta dei mezzi vicino al Raccordo Anulare.

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“Il presidio sulla Nomentana rimane in attesa di un documento ufficiale dal Governo che confermi l’avvio del tavolo”, continua. Questo concentrato, anzi, dovrebbe essere rinforzato con l’arrivo di ulteriori mezzi, sia dal Nord sia dal Sud della Penisola.

Tra gli agricoltori che appoggiano la mobilitazione c’è chi, però, ha una visione più ottimista. «Secondo me è stato un confronto costruttivo – dice Roberto Rosati, tra i componenti della delegazione di agricoltori che ha partecipato ieri all’incontro – il ministro ha promesso che la porta per noi resta sempre aperta e che ci sarà un tavolo tecnico ogni volta che avremo un problema». Ed elenca i punti che hanno illustrato ieri: dal «controllo dei prezzi della filiera» alla «necessità di sensibilizzare i cittadini», dalla «indicazione sui prodotti della provenienza della materia prima» fino «all’aumento della tassazione per il fotovoltaico a terra nei terreni coltivabili». Rosati conferma che resteranno al presidio fino a quando verrà «ufficializzata dal ministro l’apertura che ci ha assicurato ieri» ma garantisce: «Non daremo fastidio alla cittadinanza».

Quella stessa cittadinanza che ieri mattina li ha salutati con baci e pollici in su al centro di Roma e a ritmo di clacson in serata sul Raccordo Anulare quando duecento trattori in corteo hanno percorso l’intero anello attorno alla città. «Roma ci ha accolto – racconta l’agricoltore – gli automobilisti salutavano e incitavano la colonna di dieci chilometri formata dai nostri mezzi. Ci fa piacere che il nostro messaggio sia stato compreso dagli italiani. Sono prima di tutto le persone che decidono cosa mangiare a stabilire il nostro futuro».

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Archiviata la vicenda del Festival di Sanremo, dopo il braccio di ferro durato alcuni giorni. Anche se tra gli agricoltori resta un po’ di amaro in bocca. «L’idea era di salire sul palco – ribadiscono da Riscatto agricolo – ma poi si sono tirati indietro quindi abbiamo accettato di presentare un testo».

Un documento rivendicato anche dal Collettivo Agricoltori Autonomi Alessandria e Asti, che proprio nel pomeriggio di ieri con una nutrita delegazione ha raggiunto la città dei fiori, restando in presidio per alcune ore. «Il testo è stato condiviso e sottoscritto da più movimenti, tra cui il nostro e Riscatto Agricolo» hanno sottolineato in un comunicato. 

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