Clima, il Papa, Leone XIV rilancia il grido d’allarme di Francesco: "La Terra sta cadendo in rovina"

Un messaggio che trova piena continuità nell’impegno portato avanti da Leone XIV, che ha ripreso con forza il solco tracciato da Papa Francesco a partire dalla storica enciclica Laudato si’.

Clima, il Papa, Leone XIV rilancia il grido d’allarme di Francesco: "La Terra sta cadendo in rovina"
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2 Luglio 2025 - 16.35


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In un momento in cui ondate di calore estremo stanno colpendo l’Italia e il mondo, causando vittime e disagi crescenti, Papa Francesco è tornato a lanciare un forte appello in difesa del creato. Le sue parole arrivano come un monito rivolto all’intera comunità internazionale:
“In diverse parti del mondo è ormai evidente che la nostra Terra sta cadendo in rovina”, ha dichiarato il Pontefice, denunciando le ingiustizie globali e le conseguenze ambientali delle attività umane.
“Ovunque l’ingiustizia, la violazione del diritto internazionale e dei diritti dei popoli, le diseguaglianze e l’avidità da cui scaturiscono producono deforestazione, inquinamento, perdita di biodiversità. Aumentano in intensità e frequenza fenomeni naturali estremi causati dal cambiamento climatico indotto da attività antropiche, senza considerare gli effetti a medio e lungo termine della devastazione umana ed ecologica portata dai conflitti armati”, ha aggiunto.

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Un messaggio che trova piena continuità nell’impegno portato avanti da Leone XIV, che ha ripreso con forza il solco tracciato da Papa Francesco a partire dalla storica enciclica Laudato si’. Anche per Leone, la difesa della Terra è una questione di giustizia sociale. Lo ha ribadito richiamando le parole del suo predecessore:
“Sembra che manchi ancora la consapevolezza che distruggere la natura non colpisce tutti nello stesso modo: calpestare la giustizia e la pace significa colpire maggiormente i più poveri, gli emarginati, gli esclusi. È emblematica in tale ambito la sofferenza delle comunità indigene”.

Il Papa ha poi sottolineato come le risorse naturali siano sempre più al centro di conflitti geopolitici, in un mondo dove la natura stessa diventa merce di scambio.

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“E non basta: la natura stessa talvolta diventa strumento di scambio, un bene da negoziare per ottenere vantaggi economici o politici. In queste dinamiche, il creato viene trasformato in un campo di battaglia – ha sottolineato il Pontefice – per il controllo delle risorse vitali, come testimoniano le zone agricole e le foreste divenute pericolose a causa delle mine, la politica della ‘terra bruciata’, i conflitti che scoppiano attorno alle fonti d’acqua, la distribuzione iniqua delle materie prime, penalizzando le popolazioni più deboli e minando la stessa stabilità sociale”.

Un allarme chiaro, che richiama governi, imprese e cittadini a un’assunzione di responsabilità non più rinviabile.

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