Bugiardo e mentitore seriale. Ora ha fatto della Casa Bianca una centrale della disonformazione. L’amministrazione Trump non ha esitato a diffondere online immagini generate o modificate con l’intelligenza artificiale, dai meme stilizzati ai visual più realistici, promuovendoli tramite canali ufficiali della Casa Bianca.
Tuttavia, una immagine alterata della legale per i diritti civili Nekima Levy Armstrong in lacrime dopo un arresto sta sollevando preoccupazioni crescenti su come l’amministrazione stia confondendo ciò che è reale e ciò che è falso.
Il Segretario alla Sicurezza Interna Kristi Noem ha pubblicato la foto originale dell’arresto di Levy Armstrong, prima che l’account ufficiale della Casa Bianca condividesse una versione modificata in cui la donna appare piangente. L’immagine manipolata fa parte di un’ondata di contenuti AI condivisi a livello politico specialmente dopo le morti di Renee Good e Alex Pretti da parte della U.S. Border Patrol a Minneapolis.
Esperti di disinformazione hanno espresso preoccupazione: la diffusione di immagini AI alterate può erosione della fiducia nel reale e seminare sospetto nell’opinione pubblica. Michael A. Spikes, docente della Northwestern University, avverte: “Il governo dovrebbe essere un luogo in cui puoi fidarti delle informazioni, dove puoi dire che sono accurate, perché hanno la responsabilità di farlo. Condividendo questo tipo di contenuto… si sta erodendo la fiducia che dovremmo avere nel governo federale nel fornire informazioni verificate.”
Il fenomeno non riguarda solo Levy Armstrong. Video e immagini AI di azioni di ICE, proteste e scontri con cittadini si diffondono rapidamente sui social. Jeremy Carrasco, specialista in alfabetizzazione mediatica, osserva che molti utenti non riescono a distinguere il reale dal falso, e spesso interpretano i contenuti manipolati come “fan fiction” o desiderio di vedere resistenza verso le autorità.
Secondo Ramesh Srinivasan, docente UCLA, l’uso di contenuti AI da parte di fonti ufficiali legittima la diffusione di materiale manipolato anche da chi ha potere o credibilità, aggravando un problema già esistente di sfiducia nelle istituzioni.
La Casa Bianca, invece di affrontare le critiche, ha confermato la diffusione dei meme, con il messaggio di Kaelan Dorr: “i meme continueranno”. Abigail Jackson, vice portavoce, ha condiviso post deridendo le critiche. Questo comportamento dimostra un totale disinteresse per il ruolo di custode della verità che le istituzioni dovrebbero avere.
Esperti come Carrasco suggeriscono sistemi di watermarking digitale per tracciare l’origine dei media, ma l’adozione diffusa rimane lontana. Intanto, la confusione tra realtà e finzione continua a crescere, con implicazioni serie per la percezione pubblica e la fiducia nelle informazioni ufficiali.
