Progettava una strage a scuola: arrestato 17enne legato ad ambienti neonazisti
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Progettava una strage a scuola: arrestato 17enne legato ad ambienti neonazisti

Un progetto di violenza estrema maturato all’interno di circuiti digitali a matrice neonazista. È questo il quadro emerso dall’operazione “Hate”, che nella notte ha portato all’arresto di un 17enne, originario di Pescara ma domiciliato in provincia di Perugia.

Progettava una strage a scuola: arrestato 17enne legato ad ambienti neonazisti
Terrorismo
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30 Marzo 2026 - 13.07


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Un progetto di violenza estrema maturato all’interno di circuiti digitali a matrice neonazista. È questo il quadro emerso dall’operazione “Hate”, che nella notte ha portato all’arresto di un 17enne, originario di Pescara ma domiciliato in provincia di Perugia. Il minore è indagato per propaganda terroristica e istigazione a delinquere aggravata da motivazioni di odio razziale, etnico e religioso.

L’inchiesta

Secondo quanto ricostruito dalla procura, il giovane era attivo su canali Telegram riconducibili all’estrema destra radicale, dove condivideva e diffondeva manuali operativi per la fabbricazione di armi da fuoco — anche tramite stampa 3D — e per la produzione di esplosivi ad alto potenziale, come il Tatp, noto come “madre di Satana” e già utilizzato in attacchi terroristici in Europa.

Tra il materiale sequestrato figurano anche documenti su sostanze chimiche e batteriologiche pericolose, oltre a guide dettagliate per il sabotaggio di infrastrutture e servizi pubblici essenziali. Un arsenale teorico che, secondo gli inquirenti, si inserisce in una più ampia strategia di radicalizzazione violenta.

La matrice neonazista

Al centro dell’indagine emerge con forza la dimensione ideologica: il minore sarebbe stato in contatto con i vertici della “Werwolf Division”, un gruppo Telegram di chiara ispirazione neonazista e suprematista. In questo ambiente virtuale venivano esaltati terroristi responsabili di stragi di matrice razzista, come Brenton Tarrant e Anders Behring Breivik, indicati come modelli da imitare e definiti “santi”.

Un linguaggio e una simbologia che richiamano l’ideologia dell’odio e dell’“accelerazionismo”, corrente estremista che auspica il collasso della società attraverso atti di violenza.

Il piano di attacco

Secondo gli investigatori, il giovane avrebbe pianificato una strage in ambito scolastico, ispirandosi esplicitamente al massacro della Columbine High School negli Stati Uniti. Il progetto prevedeva anche il suicidio successivo all’attacco, in linea con una narrazione martirizzante diffusa nei circuiti suprematisti online.

Perquisizioni e rete radicale

L’operazione ha portato anche a perquisizioni nelle abitazioni di sette coetanei e ad accertamenti informatici su altri minorenni nelle province di Teramo, Pescara, Bologna e Arezzo. I giovani risultano inseriti in una rete digitale transnazionale che condivide contenuti neonazisti, razzisti e violenti.

Un ecosistema virtuale che, secondo gli inquirenti, rappresenta oggi uno dei principali vettori di radicalizzazione tra i più giovani, capace di trasformare l’estremismo ideologico in progetti concreti di violenza.

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