L’Eurovision Song Contest modifica il proprio regolamento introducendo un nuovo criterio per l’assegnazione dell’evento: i Paesi coinvolti in conflitti armati o caratterizzati da situazioni di grave instabilità non potranno più ospitare la manifestazione, anche in caso di vittoria.
Come riporta Samantha De Martin, la novità è stata annunciata dall’Unione Europea di Radiodiffusione (EBU) e rappresenta un cambiamento significativo per uno degli eventi televisivi più seguiti al mondo. Nato nel 1956 a Lugano, il concorso ha sempre previsto che l’emittente del Paese vincitore organizzasse l’edizione successiva. Da oggi, tuttavia, questa tradizione sarà subordinata a una valutazione delle condizioni di sicurezza.
“Il regolamento del concorso – si legge nella nota ufficiale- prevede ora che l’emittente vincitrice non possa ospitare la competizione se un conflitto armato, una situazione geopolitica delicata o qualsiasi altra circostanza comprometta significativamente la sicurezza o la stabilità del proprio Stato o della regione circostante”.
L’EBU potrà richiedere una valutazione indipendente sulla sicurezza del Paese vincitore. Sulla base delle conclusioni emerse, il Comitato Esecutivo dell’Eurovision deciderà se esistano le condizioni per organizzare l’evento in sicurezza. Qualora ciò non fosse possibile, sarà individuato un altro Paese ospitante, che organizzerà la manifestazione a nome dell’EBU e non per conto dello Stato vincitore.
Pur non facendo riferimento esplicito a singoli Stati, la decisione arriva dopo mesi di tensioni che hanno investito il concorso. L’ultima edizione è stata segnata dal più ampio boicottaggio politico nella storia dell’Eurovision: Spagna, Irlanda, Slovenia, Paesi Bassi e Islanda hanno infatti scelto di non partecipare alla competizione, contestando la presenza di Israele alla luce delle operazioni militari nella Striscia di Gaza seguite agli attacchi del 7 ottobre 2023.
La questione della sicurezza non è nuova nella storia del Festival. Nel 2017 l’Ucraina ospitò la manifestazione a Kiev nonostante il conflitto nel Donbass fosse già in corso dal 2014. Diversa la situazione nel 2023, quando, pur avendo conquistato la vittoria nell’edizione precedente, Kiev dovette rinunciare all’organizzazione a causa dell’invasione russa su larga scala: il concorso fu così ospitato a Liverpool, nel Regno Unito.
Con questa modifica regolamentare, l’Eurovision introduce per la prima volta un criterio formale che lega l’organizzazione dell’evento alla stabilità geopolitica del Paese vincitore, segnando un’evoluzione che riflette il crescente intreccio tra cultura, diplomazia e sicurezza internazionale.
