Lampedusa: immigrati in rivolta
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Lampedusa: immigrati in rivolta

Alcuni migranti che minacciavano di far esplodere bombole del gas sono stati affrontati dalla polizia. La gente ha tirato le pietre contro i profughi.

Lampedusa: immigrati in rivolta
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21 Settembre 2011 - 15.09


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E’ finita in rivolta la protesta di centinaia di tunisini nei pressi del porto vecchio di Lampedusa. Secondo le prime informazioni alcuni migranti si sono impossessati di tre bombole di gas all’interno di un ristorante minacciando di farle esplodere. Le forze dell’ordine, in assetto anti sommossa, hanno caricato i manifestanti con i manganelli. Gli scontri hanno coinvolto anche alcuni abitanti dell’isola, che hanno iniziato a lanciare sassi contro gli immigrati, i quali hanno risposto. La folla ha anche tentato il linciaggio degli immigrati.


Dieci feriti

Da questa mattina gli ospiti del centro di accoglienza (ieri l’edificio è stato dato alle fiamme e i suoi ospiti sono scappati) stanno protestando contro le condizioni in cui si versa nei centri. Si sono verificati diversi disordini in alcune parti dell’isola. Ma la protesta è culminata in violenza quando sei tunisini si sono impossessati delle bombole. La polizia li ha caricati su un furgone e portati via. In tutto sono dieci i feriti. Tra loro finanzieri, poliziotti e soprattutto tunisini. Nessuno è in gravi condizioni, tranne un tunisino che ha riportato un trauma facciale a altri in diverse parti del corpo. L’uomo è stato trasferito in elicottero in un ospedale di Palermo.


Scuola chiusa

Oggi stati messi al sicuro alcuni immigrati disabili che erano nel centro. Il dirigente della scuola di Lampedusa, dopo avere consultato il sindaco, ha chiuso il portone e chiesto agli insegnanti di vigilare sugli alunni e al personale di controllare gli accessi. La decisione è stata presa in seguito agli scontri. Tra le gente c’è paura e timore che i migranti che vagano per l’isola possano aggredire bambini e ragazzi.

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