Italia responsabile e stanca dei furbi
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Italia responsabile e stanca dei furbi

Rapporto Censis sulla situazione sociale del paese: anche oggi c’è una responsabilità collettiva. Il 57,3% degli italiani disposti a sacrificarsi per l’interesse generale.

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3 Dicembre 2011 - 11.21


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L’Italia è un paese che attraversa tempi difficili ma come spesso è accaduto nei passaggi chiave della storia nazionale è pronta ad entrare in gioco una responsabilità collettiva che può essere decisiva nel fronteggiare le difficoltà. Lo sottolinea il Censis nel suo rapporto sulla situazione sociale del paese. Il 57,3% degli italiani è infatti disponibile a sacrificare il proprio tornaconto personale per l’interesse generale del Paese, anche se di questi il 45,7% limita la propria disponibilità ai soli casi eccezionali.

L’attenzione al proprio paese è rilevante anche se l’identità italiana si conferma “per sua natura molteplice”, con meno della metà dei cittadini (il 46%) che si dichiara “italiano”. I “localisti” sono il 31,3% e si riconoscono nei Comuni, nelle regioni o nelle aree territoriali di appartenenza, i “cittadini del mondo” che si identificano nell’Europa o nel globale sono il 15,4%, mentre coloro che si riconoscono solo in se stessi, i cosiddetti solipsisti, sono il 7,3%.

Il Censis sottolinea che “ancora oggi i pilastri del nostro stare insieme fanno perno sul senso della famiglia, indicata dal 65,4% come elemento che accomuna gli italiani”. Seguono il gusto per la qualità della vita (25%), la tradizione religiosa (21,5%), l’amore per il bello (20%). Per costruire un’Italia più forte il 50% indica come obiettivo da raggiungere quello della riduzione delle diseguaglianze economiche.

Per il resto moralità e onestà (55,5%) e rispetto per gli altri (53,5%) sono i valori guida indicati dalla maggioranza degli italiani. Dai dati emerge anche una stanchezza per le tante furbizie e violazioni delle regole: l’81% condanna duramente l’evasione fiscale, il 43% la reputa moralmente inaccettabile perché le tasse vanno pagate tutte e per intero, e per il 38% chi non le paga arreca un danno ai cittadini onesti.

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