Protestanti: grazie a Ratzinger c'è uno spiraglio

Il più autorevole teologo protestante d'Italia, Paolo Ricca, vede nelle dimissioni di Ratzinger un nuovo promettente inizio per l'auspicata unità dei cristiani.

Protestanti: grazie a Ratzinger c'è uno spiraglio
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3 Marzo 2013 - 09.54


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di Riccardo Cristiano

Il professor Paolo Ricca, nome illustre e di indiscussa autorevolezza nel panorama culturale italiano, è il più noto pastore e teologo della chiesa valdese e di tutto il protestantesimo italiano. E ieri ha accettato di intrattenersi con la consueta amabilità con me, per parlare delle dimissioni di papa Benedetto XVI. Erano giorni che volevo sentire la sua opinione su questo gesto “inaudito” e ieri, finalmente, ho avuto il tempo di cercarlo e la fortuna di trovarlo….

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Quella che faccio qui è una riscrittura con parole mie di alcuni passaggi di quel che mi ha detto, troppo impegnativo mettere virgolettati non avendo adesso con me la registrazione delle sue dichiarazioni, che andranno in onda domattina su Radio Uno e che stamattina, in forma breve, sono state trasmesse al Gr3.

Ha esordito definendo un gesto coraggioso le dimissioni di Benedetto XVI, perché ci vuole coraggio a rompere una prassi consolidata, di secoli. Gesto di coraggio e gesto di onestà, nei confronti della chiesa cattolica e nei confronti di sé stesso, ha aggiunto. Ma anche gesto dalle indubbie valenze. Perché con le sue dimissioni papa Benedetto XVi ha umanizzato la figura del papa, che i titoli attribuitigli dal Concilio Vaticano I, tipo vicario di Cristo in terra, avevano reso qualcosa di semi-divino.

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Proprio questa umanizzazione, questa capacità di separare la persona dalla funzione, è il grande merito che il pastore Paolo Ricca vede nel gesto inaudito del papa.

E siccome tutti sanno che il ruolo del papa ha svolto un ruolo centrale nelle dispute tra cattolici e ortodossi e tra cattolici e protestanti, mi ha detto con parole misurate ma molto chiare che questo gesto costituisce una novità che può consentire l’avvio di un nuovo cammino del dialogo tra le chiese cristiane “che può portarci molto lontano”. Ecco, questo che “può portarci molto lontano” lo metto tra virgolette perché mi ha colpito. Ha detto proprio così, o “che potrebbe portarci lontano”, ma cambia poco. Ovviamente ha aggiunto che questa novità non sarebbe sufficiente a parlare di “papa ecumenico”, essendo il papa oggi come ogi il perno dell’unità cattolico-romana, MA, ha soggiunto in modo da rendere non separabile quel MA dalla precedente frase, “ma forse queste dimissioni” aprono una prospettiva nuova.

Gli ho chiesto espressamente se avesse sentito, come ero sicuro aveva sentito, altri esponenti del protestantesimo italiano e mondiale al riguardo, e non si è sottratto neanche a questa risposta. Mi ha detto che generalmente nel protestantesimo italiano, ma anche in quello europeo e americano, il gesto di Ratzinger è stato molto apprezzato, sinceramente apprezzato”. E quasi a togliere il carattere di valutazione personale e rendere “più impegnativa” questa affermazione ha concluso dicendo: “questo è quanto possiamo dire al momento.”

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