Sevizia, violenta e minaccia una minorenne
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Sevizia, violenta e minaccia una minorenne

Una storia di sottomissione arriva da Perugia. Un tunisino clandestino aveva ritotto una minorenne in una schiavitù psicologica. Arrestato dalla squadra mobile.

Sevizia, violenta e minaccia una minorenne
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10 Marzo 2013 - 11.55


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Un nuovo, agghiacciante caso di violenza contro le donne. Stavolta a farne le spese è un’adolescente, succube di un uomo senza scrupoli, che si è preso gioco di lei psicologicamente e fisicamente. La nuova triste storia arriva da Perugia, dove una sedicenne ha vissuto in vero e proprio inferno da un giovane tunisino che finalmente,
venerdì scorso, è stato arrestato dagli uomini della Sezione
criminalità diffusa della squadra mobile di Perugia.

Il tunisino prima si è messo con lei, poi
l’ha avviata al consumo di cocaina e crack e poi ha iniziato a farle
fare solo quello che voleva lui, dal vestire alle persone con cui poteva parlare, pena punizioni fisiche che non sono tardate ad
arrivare. L’aguzzino la feriva con un coltello o le spegneva le sigarette sulle
braccia, la costringeva a trasportare dosi di droga per la vendita al
minuto, gliele faceva trasportare in bocca e la costringeva a subire
violenze sessuali.

La squadra mobile di Perugia è riuscita a bloccare il tunisino, K.
W. del ’92, senza fissa dimora, clandestino, privo di reddito e
stabilmente inserito nell’ambiente dello spaccio cittadino. A lui,
abituale frequentatore della zona della stazione, sono contestati sei
gravissimi reati per avere ripetutamente e senza alcuno scrupolo,
indotto alla tossicodipendenza, violentato, minacciato e picchiato una
minorenne perugina.

I fatti risalgono agli ultimi mesi dello scorso anno e sono
stati denunciati quando i genitori della ragazza, raccogliendo le sue
confidenze, hanno convinto la minore, dopo alcuni tentativi
infruttuosi ad essere assistita dai servizi sociali, a denunciare alla
Questura quello che le era accaduto e ad essere trasferita in una
struttura protetta per curarsi.

Le denunce presentate e la collaborazione della minore nel
riconoscere l’indagato sono state
riscontrate dagli accertamenti compiuti dagli investigatori della
squadra mobile che hanno consentito al pubblico ministero di
richiedere e ottenere dal gip una ordinanza di custodia in carcere nei
confronti dello straniero.

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