I furbetti del Comune di Roma: prima si beggia, poi il caffè

Le Iene smascherano le abitudini di alcuni impiegati degli uffici del II Municipio: timbrare il cartellino e subito di corsa al bar o al supermercato.

I furbetti del Comune di Roma: prima si beggia, poi il caffè
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6 Febbraio 2014 - 10.17


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di Claudio Bellumori

Sette mesi e la storia è la stessa. Timbrare il cartellino al lavoro e poi via: chi a fare la spesa, chi prende il caffè, chi va in banca. Filippo Roma de ‘Le Iene’ segnala le abitudini di un gruppo di dipendenti comunali del II Municipio. A luglio, tra i diversi casi, viene pizzicata un’impiegata che fa acquisti al mercato. Così, una mattina di febbraio, la Iena torna per controllare come procedono le cose in quegli uffici aperti al pubblico (servizi scolastici, anagrafici o sociali). E la musica è la medesima.

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C’è una signora che compra l’acqua al supermercato. Alla domanda “è comodo fare la spesa durante l’orario di lavoro?” la risposta è “abbastanza, grazie” poi sottolinea “è successo oggi”. Un’altra impiegata striscia il badge, esce e con una sua collega fa colazione al bar. “Prendiamo il caffè e andiamo. Non è una cosa opportuna, ha ragione”. Sempre in un bar, un dipendente nega l’evidenza. Prima ripete di non aver ancora timbrato il cartellino dopodiché confessa “allora m’avete beccato”

Da segnalare anche chi, oltre al caffè e alla lettura del giornale, fa commissioni in banca. Scoperto, risponde infastidito “guardi per cortesia, mi lasci stare. Che devo fare? Mi sta importunando”. Filippo Roma ricorda che la collettività lo sta pagando e continua “le sembra una cosa rispettosa verso chi è disoccupato?”. Il dipendente glissa “sono apposto con la mia coscienza, era una mia esigenza”.

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La Iena, infine, chiede lumi a Patrizia Bonanno, direttore II Municipio. “Vi ringrazio della segnalazione – ammette – posso assicurarvi che adotteremo le misure necessarie. A luglio non stavo in questa struttura. Verrà sanzionato chiunque”. “Anche lei?” è l’interrogativo posto da Filippo Roma, “ovviamente” è la chiosa di Bonanno.

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