Il Papa ai preti: non abbiate paura di affrontare i problemi della gente
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Il Papa ai preti: non abbiate paura di affrontare i problemi della gente

Le parole durante la celebrazione per la Giornata della Vita Consacrata: condividere le fragilità, il peccato e le ferite

Papa Francesco
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2 Febbraio 2016 - 19.24


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Non bisogna avere paura di “sporcarsi le mani con i problemi della gente”. Questo il nuovo messaggio che papa Francesco lancia ai preti e a tutti i religiosi celebrando, nella Basilica Vaticana, la messa in occasione della Giornata della Vita Consacrata. Il Pontefice ha invitato a fare “scelte coraggiose e profetiche”, ricordando l’operato dei “nostri fondatori” che “sono stati mossi dallo Spirito e non hanno avuto paura di sporcarsi le mani con la vita quotidiana, con i problemi della gente, percorrendo con coraggio le periferie geografiche ed esistenziali”.

“Oggi – ha ricordato Francesco a inizio omelia – davanti al nostro sguardo c’è un fatto semplice, umile e grande: Gesù è portato da Maria e Giuseppe al tempio di Gerusalemme. È un bambino come tanti, come tutti, ma è unico: è l’unigenito venuto per tutti. Questo Bambino ci ha portato la misericordia e la tenerezza di Dio: Gesù è il volto della Misericordia del Padre. È questa l’icona che il Vangelo ci offre al termine dell’Anno della Vita Consacrata, un anno vissuto con tanto entusiasmo. Esso, come un fiume, ora confluisce nel mare della misericordia, in questo immenso mistero di amore che stiamo sperimentando con il Giubileo straordinario”.

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Papa Francesco ha anche detto che la festa della Presentazione del Signore e Giornata della Vita Consacrata che si celebra oggi, “soprattutto nell’Oriente, viene chiamata festa dell’incontro. In effetti, nel Vangelo che è stato proclamato, vediamo diversi incontri. Nel tempio Gesù viene incontro a noi e noi andiamo incontro a Lui. Contempliamo l’incontro con il vecchio Simeone, che rappresenta l’attesa fedele di Israele e l’esultanza del cuore per il compimento delle antiche promesse. Ammiriamo anche l’incontro con l’anziana profetessa Anna, che, nel vedere il Bambino, esulta di gioia e loda Dio. Simeone ed Anna sono l’attesa e la profezia, Gesù è la novità e il compimento: Egli si presenta a noi come la perenne sorpresa di Dio; in questo Bambino nato per tutti si incontrano il passato, fatto di memoria e di promessa, e il futuro, pieno di speranza”.

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