Noi non ci inchiniamo: il coraggio nei selfie dei ragazzi di Corleone
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Noi non ci inchiniamo: il coraggio nei selfie dei ragazzi di Corleone

#NoiNonCiInchiniamo un selfie e un hashtag per dire basta alla sudditanza alla mafia. Così i giovani corleonasi hanno alzato la testa dopo l'inchino della processione di fronte la casa di lady Riina.

Un selfie #noinonciinchiniamo
Un selfie #noinonciinchiniamo
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globalist Modifica articolo

7 Giugno 2016 - 22.48


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Dallo scandalo di Porta a Porta che ospita Riina Junior all’inchino della processione davanti casa del boss di Cosa Nostra: così la mafia ci fa abbassare la testa. E così i giovani corleonesi l’hanno rialzata. A modo loro, con un hashtag: #NoiNonCiInchiniamo. Con un hashtag e dei selfie i giovani di Corleone fanno sentire la loro voce dopo gli ultimi fatti di cronaca che hanno riportato il paese sulle prime pagine dei giornali. “Non sappiamo se l’inchino davanti la casa della moglie del boss Riina ci sia stato o se, come sostengono alcuni, si sia trattato di una casualità. Ma in attesa di sapere cosa sia realmente accaduto, in attesa che le indagini volgano al termine, in attesa che venga fatta luce su questo episodio che ci rammarica, noi vogliamo ricordare alla Sicilia e a tutta l’Italia che i giovani di questo paese non si inchinano”. Così spiega il senso dell’iniziativa partita sui social Fabiola Di Carlo, segretaria dei Giovani Democratici di Corleone che nella pagina facebook dedicata al gruppo ha lanciato la mobilitazione social. Così i ragazzi di Gd Corleons hanno voluto creare un collage con i loro visi. Hanno scelto di mettere la propria faccia per dimostrare che quel paese del palermitano non è solo il paese di Riina e della moglie, ma di tanti giovani che vogliono riscattarsi.

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