Non c'è pace per la famiglia Cucchi, pm: "Continua l'inquinamento delle prove"

Il riferimento è ad alcuni documenti depositati nellʼultima udienza dal difensore di uno degli imputati e che non erano stati richiesti formalmente.

Giovanni Musarò
Giovanni Musarò
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25 Settembre 2020 - 10.22


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“Ancora oggi nel reparto operativo dei carabinieri c’è qualcuno che passa gli atti a qualche imputato. Siamo stanchi di questi inquinamenti probatori che continuano da 11 anni”. Lo ha detto in aula il pm Giovanni Musarò nel processo a porte chiuse sul caso di Stefano Cucchi. Sul banco degli imputati ci sono otto militari dell’Arma accusati di avere depistato le indagini.

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Il riferimento del pm è ad alcuni documenti depositati nell’ultima udienza dal difensore di uno degli imputati e che non erano stati richiesti formalmente.

“C’è un Giuda”Secondo quanto riferito dall’avvocato della famiglia Cucchi, Fabio Anselmo, durante l’udienza il pm avrebbe anche detto: “C’è un Giuda, un cavallo di Troia che speriamo di identificare che fornisce atti e documenti per una verità parziale e fuorviante”. “All’udienza scorsa mi ero molto arrabbiato per il modo di procedere della difesa del capitano Testarmata soprattutto – spiega il legale dei Cucchi –  in possesso di documenti che non erano nel fascicolo. Mi ero opposto alla loro produzione ed utilizzo chiedendo esplicitamente lumi sulle modalità con le quali ne era venuto in possesso. Avevo ragione”.

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