Don Ciotti sul processo a Salvini: "Basta fili spinati e retoriche fasciste e razziste"

Il sacerdote presidente Libera: "Muri, i fili spinati, le frontiere fortificate non sono solo disumani ma anche inutili. Il corso della storia non si può fermare ma lo si può certo governare"

Don Luigi Ciotti
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3 Ottobre 2020 - 10.13


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Umanità e non disumanità. “A fianco di Legambiente nel suo costituirsi parte civile nella vicenda giudiziaria relativa alla nave Gregoretti. E’ una delle tante pagine di cui il nostro Paese, l’Europa, culla dei diritti umani della democrazia, dovranno un giorno rendere veramente conto”.

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Lo ha affermato in una nota don Luigi Ciotti, presidente Libera.
“Perciò è necessario, al di là degli sviluppi giudiziari della vicenda, arrestare l’emorragia di umanità, denunciare le violenze, le ipocrisie, le manipolazioni. La prima cosa da sottolineare è che la persona migrante non è il nemico, semmai la vittima come hanno compreso le tante Ong impegnate a sostenere, accogliere salvare. Le migrazioni ci sono sempre state, fanno parte della storia dell’umanità ma se hanno toccato negli ultimi 30 anni picchi che conosciamo è a causa di un sistema politico ed economico che ha prodotto ingiustizie laceranti, disuguaglianze”, aggiunge.
“La seconda cosa da sottolineare è che i muri, i fili spinati, le frontiere fortificate non sono solo disumani ma anche inutili. Il corso della storia non si può fermare ma lo si può certo governare. E governare in questo caso significa cominciare a ridurre le disuguaglianze e le ingiustizie, gli squilibri sociali e climatici facendo in modo che ogni persona ad ogni latitudine possa vivere una vita libera e dignitosa. Solo così le migrazioni potranno essere contenute e cessare di essere un disperato esodo di massa che nessun muro, nessuna legge potrà mai fermare. Per governare i fenomeni globali occorrono risposte globali , quelle risposte che mai darà una politica sovranista, con le sue retoriche derive nazionaliste , fasciste e razziste”, conclude Ciotti.

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