E' questa la seconda ondata?
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E' questa la seconda ondata?

Sì, questa è la seconda ondata, ed è peggio della prima perché ora ci sono i raffreddori stagionali e la vera influenza.

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Claudia Sarritzu Modifica articolo

16 Ottobre 2020 - 19.11


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Questa è la seconda ondata?

Questa professione mi ha insegnato una cosa: l’importanza di comprendere i fenomeni che viviamo. Ogni fenomeno porta con se domande, risposte e problemi da risolvere. Per trovare delle soluzioni oggi dobbiamo rispondere ad alcune domande:

Siamo nella situazione di marzo?
Sì in questo momento siamo nella situazione epidemiologica dei primi di marzo, prima del lockdown dell’8.
Novembre sarà come fine marzo.

Cosa è cambiato da marzo?
Il rapporto positivi- tamponi che ora è sotto il 10%.
A Marzo era tra il 20 ed il 25% Perché tamponavamo solo i sintomatici e si facevano test solo ai famigliari.
Non solo, facevamo 20/25mila tamponi. Oggi 130/160mila.

La letalità. E’ vero che ora si muore meno.
La statistica ci dice che possiamo avere un dato certo se anche gli altri dati sono certi. Noi invece possiamo solo ipotizzare quanto il virus sia presente nel Paese.
Oggi si attesta all’1%. Muoiono persone malate e anziani, ma più cresce il contagio più si abbassa l’età media dei decessi.
E va ricordato che sembra che si muoia meno perché il carico ospedaliero è distribuito su tutto il territorio nazionale. Prima solo su tre regioni. Ovviamente quindi siamo curati meglio.

La cosa più importante da comprendere è realisticamente quanti tamponi al giorno possiamo fare, quanti posti abbiamo nei reparti Covid. Quanti ventilatori, quanti anestesisti ci sono. Se conosciamo questi fattori conosciamo anche quando arriveremo al punto in cui non si avrà più nessun controllo nella gestione dell’epidemia.

Non sappiamo quando il sistema cederà. In Sardegna, la mia regione, si ipotizza 1000 contagi al giorno, se l’assessore alla Salute Nieddu non sblocca altre terapie intensive e trova medici che non abbiamo. Ma soprattutto non si dà una mossa a trovare reagenti, risorsa limitata di cui ha bisogno tutto il pianeta.

Sì, questa è la seconda ondata, ed è peggio della prima perché ora ci sono i raffreddori stagionali e la vera influenza.
Prima eravamo in primavera. Ora siamo in autunno.
Ma soprattutto perché oggi il Ministero dell’Interno ha detto che un nuovo lockdown non sarà possibile non solo per l’economia (moriremo di fame) ma perché verrebbe meno la tenuta sociale, scontri in piazza e un Paese in rivolta.
Come reagire? Come invertire la rotta?
Se il tempo di raddoppio sta tra i 3/4 giorni la curva ha un’andatura più esponenziale che lineare, ed è quello che dobbiamo evitare. Gli ospedalizzati sono il 10% dei casi totali, con 1000 casi nella mia isola arriviamo a 100 al giorno con 700 a settimana, il sistema crolla se entrano più velocemente di come escono. 

Serve il Mes. Servono i soldi per fortificare la presenza ospedaliera territoriale. Tutti ci ammalermo, dobbiamo però poter sapere che saremmo curati. 

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