Le autorità del Congo si difendono: Attanasio aveva comunicato di aver annullato il viaggio a Goma

Una nota della Direzione nazionale del Protocollo di Stato: "L'ambasciatore d'Italia ha fatto visita al direttore per annunciargli che questo viaggio non ci sarebbe più stato"

Luca Attanasio
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27 Febbraio 2021 - 16.50


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Botta e risposta tra le autorità congolesi e italiane sul viaggio che è costato la morte del diplomatico Luca Attanasio.

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Dopo l’informativa dell’ambasciata d’Italia a Kinshasa, che aveva effettivamente informato il ministero degli Esteri della Repubblica democratica del Congo della missione che intendeva compiere a Goma, dal Congo rispondono che il protocollo di Stato quella sera stessa, era stato informato dell’annullamento della missione dell’ambasciatore Luca Attanasio.

E’ quanto si legge in un tweet di AfricaNews Media Rdc, che pubblica la foto di un documento della Direzione nazionale del Protocollo di Stato, firmato oggi da Banza Ngoy Katumve, direttore del Protocollo, che così ricostruisce: “Lunedì 15 febbraio 2021, la Direzione ha ricevuto la nota verbale n.prot.219 proveniente dall’ambasciata d’Italia a Kinshasa, inviata lo stesso giorno, con la quale si chiede l’accesso alla sala diplomatica dell’aeroporto internazionale di Ndjili per l’ambasciatore Luca Attanasio, accompagnato dal console Alfredo Russo, e dal carabiniere Vittorio Iacovacci, insieme all’autista Floribert Basunga, che si recheranno a Goma e Bukavu dal 19 al 24 febbraio 2021, avendo come motivo una visita alla comunità italiana delle due città”.

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“Nella stessa data, a fine giornata, l’ambasciatore d’Italia ha fatto visita al direttore del Protocollo di Stato per annunciargli che questo viaggio non ci sarebbe più stato e che sarebbe stata inviata a tal fine una nota alla direzione”, si legge nella nota di precisazione. Per cui, “la direzione è rimasta sorpresa nell’apprendere nelle prime ore della mattina del 22 febbraio attraverso i media che l’ambasciatore era stato assassinato mentre era in attesa della nota che annullava la prima. Dopo la verifica, ha appreso che il dramma era avvenuto sulla strada Goma-Rutshuru con un convoglio del Wfp, che non era stato menzionato nella nota verbale”.

Dunque, conclude la nota, “l’Antenna del Protocollo di Stato all’aeroporto di Ndjili è stata contattata per verificare se l’ambasciatore avesse utilizzato la sala per il suo imbarco come richiesto nella nota verbale, ma gli agenti deputati a questo servizio non l’hanno mai visto imbarcarsi”.

 

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