Terremoto a Napoli, l'Ingv: "Eruzione? Non è da escludere, siamo preoccupati"
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Terremoto a Napoli, l'Ingv: "Eruzione? Non è da escludere, siamo preoccupati"

Campi Flegrei, l'Ingv: "Siamo estremamente preoccupati nel senso che è massima l'attenzione e quello che vedremo nelle prossime giornate ci dirà un po' quello che è il trend.

Terremoto a Napoli, l'Ingv: "Eruzione? Non è da escludere, siamo preoccupati"
Campi Flegrei
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28 Settembre 2023 - 12.30


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Il terremoto avvertito a Napoli e il conseguente sciame sismico preoccupano, soprattutto in relazione all’attività vulcanica del Vesuvio. Secondo il presidente dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Carlo Doglioni, nell’audizione davanti alla Commissione Ambiente della Camera, gli scenari possibili sono due: il migliore è che la crisi di bradisismo in corso termini come era accaduto per quella del 1983-84, il peggiore è un’eruzione simile a quella del 1538. «È un’evoluzione che non conosciamo e che monitoriamo», ha detto ancora Doglioni,

«Lo scenario meno critico è una situazione analoga alla crisi del 1982-84», una crisi bradisismica che «è durata 2 anni poi si è fermata», mentre «al momento lo scenario più critico è un’eruzione come quella del Monte Nuovo», del 1538, la più recente delle oltre 70 eruzioni esplosive avvenute nei Campi Flegrei. Un evento molto diverso da quello avvenuto 39.000 anni fa, quando l’eruzione liberò oltre 400 metri cubi di materiale.

«E’ in corso anche oggi un altro sciame sismico, ieri abbiamo avuto l’evento più forte di magnitudo 4.2. Il bradisismo si è riattivato più di dieci anni fa, solo che la velocità con cui il suolo si sta innalzando sta aumentando. E questa velocità di innalzamento – spiega – produce la sismicità che conosciamo».

Al momento «per quanto ne sappiamo il magma è ad una profondità di oltre 5-6 km quindi distante dalla superficie anche se, nel caso dovesse trovare vie di fuga per una risalita, i tempi sarebbero estremamente rapidi, nell’ordine delle ore».

Quindi «c’è da prestare massima attenzione a questo fenomeno. Stiamo verificando quale può essere la variazione dei gas emessi, significativa di una eventuale evoluzione. Chiaramente siamo estremamente preoccupati nel senso che è massima l’attenzione e quello che vedremo nelle prossime giornate ci dirà un po’ quello che è il trend. Anche se sono fenomeni che non si esauriscono nell’arco di pochi giorni».

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