Sciogliere il consiglio comunale di Bari? Piantedosi ci pensa e il Pd accusa: "Un atto di guerra alla città"
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Sciogliere il consiglio comunale di Bari? Piantedosi ci pensa e il Pd accusa: "Un atto di guerra alla città"

Il Consiglio comunale di Bari, a tre mesi dalle prossime elezioni rischia lo scioglimento per presunti legami con la criminalità organizzata.

Sciogliere il consiglio comunale di Bari? Piantedosi ci pensa e il Pd accusa: "Un atto di guerra alla città"
Il sindaco di Bari Antonio De Caro
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19 Marzo 2024 - 23.24


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Il Consiglio comunale di Bari, a tre mesi dalle prossime elezioni rischia lo scioglimento per presunti legami con la criminalità organizzata. Tutto dipende dall’esito del lavoro della commissione di accesso nominata dal prefetto di Bari, Francesco Russo, su richiesta del ministro dell’Interno Piantedosi. Se dovesse essere decretato lo scioglimento e nominato un commissario straordinario, le elezioni potrebbero essere posticipate fino a 18 mesi.

“Questo è un atto di sfida nei confronti della città di Bari”, ha commentato il sindaco Antonio Decaro, anticipando la notizia appresa dal ministro attraverso i social media. Il Viminale ha dichiarato che l’ispezione a Bari era necessaria per garantire la legalità e la trasparenza nel funzionamento delle istituzioni.

“L’atto – ha aggiunto Decaro – come un meccanismo a orologeria, segue la richiesta di un gruppo di parlamentari di centrodestra pugliese, tra i quali due viceministri del Governo e si riferisce all’indagine per voto di scambio in cui sono stati arrestati tra gli altri l’avv. Giacomo Olivieri e la moglie, consigliera comunale eletta proprio nelle file di centrodestra”.

Voti dei clan

  Nelle settimane scorse, infatti, i parlamentari pugliesi hanno avuto un incontro con Piantedosi durante il quale hanno chiesto di valutare il caso Bari per accertare le presunte infiltrazioni mafiose nel Consiglio comunale di Bari all’indomani dell’arresto di 130 persone al termine di una inchiesta della Dda barese che ha svelato un presunto intreccio mafia-politica con scambio di voto alle Comunali del 2019. A finire in manette anche una consigliera comunale, Maria Carmen Lorusso, eletta grazie, questa l’ipotesi accusatoria, ai voti dei clan mafiosi nelle fila del centrodestra e poi passata in maggioranza. La vicenda è finita anche all’attenzione della commissione parlamentare antimafia con l’apertura di un fascicolo amministrativo.

“Incuranti delle parole del Procuratore distrettuale antimafia – ha accusato Decaro – che in conferenza stampa ha ricordato che “l’amministrazione comunale di Bari in questi anni ha saputo rispondere alla criminalità organizzata, gli stessi soggetti che nel 2019 hanno portato in Consiglio Comunale due consiglieri arrestati per voto di scambio, ora spingono per lo scioglimento di un grande capoluogo di regione, evento mai successo in Italia, nemmeno ai tempi dell’inchiesta su Mafia Capitale”.

“È un atto gravissimo – ha proseguito Decaro – che mira a sabotare il corso regolare della vita democratica della città’ di Bari, proprio, guarda caso, alla vigilia delle elezioni. Elezioni che il centrodestra a Bari perde da vent’anni consecutivamente. Per le quali stenta a trovare un candidato e che stavolta vuole vincere truccando la partita”.

Sindaco: “Al prefetto inviato un dossier”

  Decaro ha annunciato di aver trasmesso al prefetto un “voluminoso dossier composto da 23 fascicoli e migliaia di pagine” sull’attività del Comune contro la criminalità organizzata. “È evidente, vista la rapidità con cui è giunta la notizia della nomina della commissione, che nessuno si è curato di leggere quelle carte. A questa aggressione io mi opporrò con tutto me stesso, come mi sono opposto ai mafiosi di questa città”, ha promesso il sindaco. 

Viminale: “Accesso ispettivo a Bari era necessario”

  Dopo le polemiche, martedì sera è arrivata una nota del Viminale. Il ministero dell’Interno precisa che l’accesso ispettivo “si è reso necessario in esito a un primo monitoraggio disposto dal Viminale circa i fatti emersi a seguito dell’indagine giudiziaria che ha portato a più di 100 arresti nel capoluogo pugliese e alla nomina, da parte del Tribunale, ai sensi dell’art. 34 del codice antimafia, di un amministratore giudiziario per l’azienda Mobilità e Trasporti Bari spa, interamente partecipata dallo stesso Comune”. 

Schlein: “Scelta politica molto grave, siamo basiti”

  “Rimaniamo basiti rispetto alle modalità con cui il ministro Piantedosi ha annunciato la nomina della Commissione per la verifica dello scioglimento del comune di Bari. Una scelta che arrivando a tre mesi dalle elezioni sembra molto politica, facendo seguito all’iniziativa di alcuni parlamentari della destra e di due membri del governo e non avendo nemmeno esaminato la documentazione presentata dall’amministrazione del sindaco Decaro. Non si era mai visto ed è molto grave”, ha affermato la segretaria del Pd Elly Schlein 

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