Manovra, il testo è al Quirinale: bloccate le pensioni
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Manovra, il testo è al Quirinale: bloccate le pensioni

C'è anche il superbollo. Tagliati del 30% gli incentivi per le rinnovabili. Per il Pd è gravissimo. Bossi minaccia: le pensioni non si toccano

Manovra, il testo è al Quirinale: bloccate le pensioni
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4 Luglio 2011 - 14.38


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di Angelo Angeli

La manovra economica varata dal governo per raggiungere il pareggio di bilancio nel 2014 è finalmente arrivata al Quirinale. Il provvedimeno è giunto sul Colle attorno alle 12,30 e immediatamente trasmesso ai tecnici del Quirinale per un esame approfondito.
Evidentemente la sollecitazione del presidente della repubblica Giorgio Napolitano – che ieri aveva precisato di non aver ricevuto ancora nulla – ha sortito i suoi effetti.
Ora sarà più semplice capire quali misure ci sono davvero dentro. Perché fino a oggi si sono alternate varie voci e smentite sui diversi provvedimenti contenuti al suo interno.


39 articoli e 2 allegati

Dal primo articolo sugli stipendi dei politici all’ultimo sul riordino dei giudici tributari: è composto da 39 articoli e da due allegati il testo finale del decreto contenente “disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria”.

Il superbollo c’è

Il superbollo sulle auto superveloci è presente nel testo. Prevede un’addizionale erariale da dieci euro per ogni chilowatt di potenza oltre i 225: “A partire dal 2011 per le autovetture e per gli autoveicoli per il trasporto promiscuo di persone e cose è dovuta un’addizionale erariale della tassa automobilistica, pari a dieci euro per ogni chilowatt di potenza del veicolo superiore a 225 kw, da versare alle entrate dl bilancio dello Stato”.


No alla rivalutazione delle pensioni

E c’è anche il blocco delle rivalutazioni “dei trattamenti pensionistici superiore a cinque volte il trattamento minimo di pensione Inps”. “Per le fasce di importo dei trattamenti pensionistici comprese tra tre e cinque volte il predetto trattamento minimo Inps, l’indice di rivalutazione automatica delle pensioni è applicato nella misura del 45%”.


-10% per i costi alla politica

I tagli ai costi della politica sono invece solo del 10 %. Si tratta di una decurtazione al finanziamento dei partiti politici che, cumulandosi con i precedenti, “porta ad una riduzione complessiva del 30 %”.


Tagli agli aerei “blu”
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Aerei blu solo per le 5 alte cariche dello Stato: “I voli di Stato devono essere limitati al presidente della Repubblica, ai presidenti di Camera e Senato, al presidente del Consiglio, al presidente della Corte Costituzionale”. Le “eccezioni” devono essere “specificamente autorizzate, soprattutto con riferimento agli impegni internazionali e rese pubbliche sul sito della presidenza del Consiglio dei ministri, salvi i casi di segreto per ragioni di Stato”.


Meno auto blu

Confermati i limiti delle auto blu: “La cilindrata delle auto di servizio non può superare i 1600 cc. Fanno eccezione le auto in dotazione al Capo dello Stato ai presidenti del Senato, della Camera e della Corte Costituzionale, al presidente del Consiglio e le auto blindate adibite ai servizi istituzionali di pubblica sicurezza”.
Le auto blu attualmente in servizio però “possono essere utilizzate solo fino alla loro dismissione o rottamazione e non possono essere sostituite”.


Taglio alle rinnovabili

Torna anche il taglio del 30 % agli incentivi per le energie rinnovabili. La norma è rientrata dopo che nei giorni scorsi è stata cancellata in seguito al pressing del ministro dello sviluppo economico, Paolo Romani, preoccupato di destabilizzare il quadro regolatorio per le aziende che investono in rinnovabili, e di quello dell’ambiente Stefania Prestigiacomo.


Più self service

Ci sono anche le nuove norme sulla razionalizzazione della rete dei carburanti, con la possibilità di vendita di prodotti no-oil e l’estensione massiccia dei self service: ogni impianto dovrà essere dotato di self service con pagamento anticipato che dovrà funzionare anche in presenza del gestore; i distributori potranno vendere alimenti, bevande, quotidiani, periodici e pastigliaggi (caramelle).


Il Pd: “Fatto gravissimo”

Le dichiarazioni della Prestigiacomo non hanno però convinto del tutto il Pd. Secondo il senatore Francesco Ferrante (Pd), “sulla manovra il governo è alle prese con un work in progress. Risulterebbe da fonti qualificate che nella versione delle ultime ore sia stata reinserita la norma ‘ammazza rinnovabili’ fortemente voluta dal ministro Calderoli, e che il Consiglio dei Ministri aveva cassato. Se così fosse sarebbe un atto di forza gravissimo”.

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Il testo in attesa di una firma

Ieri sulla manovra economica è intervenuto anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, per chiarire che il testo del decreto non è stato ancora mandato al Colle, che attende di vederlo. “Si precisa che a tutt’oggi la presidenza del Consiglio non ha ancora trasmesso al Quirinale il testo del decreto legge”, è scritto in una nota diffusa dalla presidenza della Repubblica. “Poichè molti organi di informazione continuano a ripetere che la manovra finanziaria approvato dal governo nella seduta di giovedì scorso sarebbe al vaglio della Presidenza della Repubblica già da venerdì – prosegue la nota diffusa dal Quirinale – si precisa a tutto oggi la presidenza del Consiglio non ha ancora trasmesso al Quirinale il testo del decreto legge”.


La stretta sulle pensioni

La Cisl e la Lega insorgono contro il taglio delle pensioni che superano i 1.400 euro al mese, previsto da una delle bozze della manovra Tremonti. Una misura che dovrebbe riguardare oltre 16 milioni di cittadini.
Il decreto sui conti pubblici prevede infatti la mancata rivalutazione in base all’inflazione per il biennio 2012-2013 delle pensioni superiori a cinque volte il minimo, cioè superiori a 2.300 euro al mese (il minimo della pensione Inps 2011 è di 476 euro al mese). Mentre quelle comprese tra 1.428 e 2.380 euro mensili, saranno rivalutate per tenere conto dell’inflazione solo nella misura del 45%.
A questo si dovrebbe aggiungere l’allungamento dell’età minima di pensione che dal 2014 salirà di almeno tre mesi con l’anticipo dell’agganciamento automatico delle speranze di vita.


Bossi: “Le pensioni non si toccano”

“Le pensioni non si toccano”. Lo ha detto ieri sera il leader della Lega Umberto Bossi in un comizio. “Le pensioni delle donne non si toccano fino dopo il 2030”, ha proseguito il Senatur.
Ma anche sulle tasse Bossi ha mandato un segnale forte al Cavaliere e a Giulio Tremonti: “Le abbasseranno. Abbiamo già preparato il passaggio con i limiti entro cui agire”.

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La Cisl: “Serve una correzione”

Immediata la protesta della Cisl. “Governo e Parlamento devono correggere il provvedimento che blocca la rivalutazione delle pensioni”: lo ha chiesto il segretario generale Raffaele Bonanni.
”La norma della manovra economica che riduce la rivalutazione delle pensioni per la fascia da tre a cinque volte il trattamento minimo, tenendo conto dell’inflazione, rende ancora più vulnerabili i pensionati che negli ultimi 15 anni hanno già visto ridursi il potere di acquisto delle loro pensioni”.


Damiano (Pd): “Stretta inaccettabile”

Anche l’ex ministro del Lavoro e deputato del Pd Cesare Damiano, sostiene che “è inaccettabile una ulteriore stretta sulle pensioni”.
Nella manovra , fa notare Damiano, “c’è un intervento pesante che colpisce non le pensioni ricche ma quelle medie, una misura che conferma il carattere di ingiustizia sociale di questo provvedimento”.
Nino Lo Presti, capogruppo del Fli in commissione Bilancio alla Camera sottolinea che la stretta è “una misura che andrà a gravare sulle piccole pensioni e che creerà ancora più disagio nelle fasce più deboli”.
Il vicepresidente dei deputati dell’Udc, Gian Luca Galletti dice che “si colpiscono i soliti noti. O si mette mano alle riforme vere o continueremo ad andare contro le fasce più deboli. Basti pensare che dopo tante promesse non c’è in questo provvedimento nulla per la famiglia”.
Secondo l’Idv, “la manovra è una truffa, scarica il peso sul prossimo governo, non contiene misure strutturali, non rilancia l’economia ed offende pure i cittadini. Taglia sanità e scuola ma non i costi della politica. Un’offesa, una beffa ai danni dei cittadini da parte di una casta sempre più arrogante”.

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