Gianni Alemanno e il principio di parità
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Gianni Alemanno e il principio di parità

Ovvero, su chi predica quasi bene ma razzola molto male. La nuova Giunta Comunale varata dal sindaco di Roma non soddisfa nè le donne nè quanto previsto dallo Statuto.

Gianni Alemanno e il principio di parità
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22 Luglio 2011 - 17.04


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La nuova Giunta Comunale varata dal sindaco di Roma, la terza per la precisione dall’inizio del suo mandato, non soddisfa nè le donne nè quanto previsto dallo Statuto di Roma Capitale in termini di parità. L’immediata nomina di una nuova assessora donna, Rossella Sensi, e dell’ampliamento alla carica di vicesindaco di Sveva Belviso, già assessora alle Politiche sociali, ha tutto il sapore di un pannicello caldo sulla sentenza del Tar Lazio che ha disposto l’annullamento della precedente giunta per evidente squilibrio della presenza uomo-donna.
Una pannicello stretto, però, considerato che la seconda sezione del Tar Lazio, che ha accolto i ricorsi presentati da Pd, Sel e Verdi per violazione dello Statuto di Roma Capitale, imporrebbe nei fatti un rimpasto molto più corposo: dieci assessori e due assessore sono numeri molto lontani da quanto imposto dall’articolo 5 in merito all’equilibrio tra i sessi in seno al governo locale e al rispetto del principio delle pari opportunità.

Come dire: Alemanno, se il principio di parità è un fiore all’occhiello fa in fretta ad appassire…
Monica Cirinnà, consigliera comunale del Partito Democratico, firmataria con la consigliera Sel Gemma Atzuni del ricorso che ha costretto Alemanno al precipitoso rimpasto del 20 luglio, non reputa sufficienti le mosse del sindaco, anzi, come una riverniciatura di facciata che lascia immutato il problema della pari rappresentanza nella Giunta del Campidoglio, la capitale d’Italia, con un peso simbolico notevole.
Contro questo rimpasto di facciata Cirinnà annuncia un possibile secondo ricorso al Tar, e lo ha dichiarato al sindaco senza mezzi termini, denunciando quest’altra “presa in giro delle donne che sono in Comune e di tutte le donne della città”.

Tre domande di women in the city a Monica Cirinnà, la più votata delle donne candidate in qualsiasi lista alle scorse elezioni (5.000 voti), presidente della Commissione delle Elette del Consiglio comunale di Roma.

WITC. Alemanno vota il principio di parità nello Statuto di Roma Capitale ma poi lo dimentica e non lo applica. Per ricordarglielo, c’è bisogno di un ricorso e di una sentenza del TAR. Che ne pensa?

Monica Cirinnà. Ne penso tutto il male possibile. Il rimpasto che porta a due le assessore contro dieci colleghi è sostanzialmente una presa in giro per le donne che sono in Comune e per le donne della città di Roma. Quello che sta facendo il sindaco è illegale, l’articolo 5 dello Statuto di Roma parla chiaramente di “equilibrata presenza”. Due donne su dieci non sono un’equlibrata rappresentanza, quindi Alemanno ha deciso di continuare nella violazione dell’articolo in questione.
Non è certo una delega di maggior peso come quella di vicesindaco ad una donna che risolve il problema; non è così che si compensa l’assenza femminile nella giunta.


WITC. Il sindaco ha polemizzato sul fatto che la questione della pari rppresentanza sia stata sollevata solo adesso, e non all’insediamento della Giunta capitolina, dopo le elezioni. Cosa gli avete risposto?

M.C. La questione della rappresentanza femminile è stata sollevata sin dal momento dell’insediamento, da lì abbiamo sempre e continuamente denunciato il numero irrisorio di donne nella giunta comunale. L’evidente enorme disuguaglianza. Ma il sindaco ha continuato la sua amministrazione maschilista facendo finta di nulla.
In Giunta come altrove: nelle nomine dei dirigenti esterni, come ad esempio quelle dell’Ama, non è presente neppure una donna. Il ricorso è stato fatto dopo il rimpasto di gennaio, che ha riproposto la stessa noncuranza nei confronti dello Statuto di Roma Capitale, e la mossa di Alemanno per quanto insufficiente è arrivata solo dopo questo nostro intervento, altrimenti non ci sarebbe stata neppure Rossella Sensi o Belviso vicesindaco. Dopo questi mesi in cui le donne sono scese in piazza e si sono fatte sentire, dopo “Se non ora quando”, l’aria è cambiata. Le donne non si accontentano di ridicoli provvedimenti, è da tempo che l’Italia è scossa da un vento positivo che le rimette al centro delle vicende politiche con una rinnovata consapevolezza.
Una valutazione politica è poi d’obbligo: con la nomina di Belviso a vicesindaco la giunta si sposta ulteriormente a destra, con persone che provengono anche dal Movimento Sociale. Il patto elettorale di un governo equilibrato della città, promesso ai cittadini ed alle cittadine, viene meno.

WITC. Alemanno punta sull’immagine mediatica, aveva deciso di presentare la nuova Giunta alla stampa nella Stazione Tiburtina che sarà inugurata in ottobre, i vertici però hanno bloccato l’iniziativa… Voi che farete?

M.C. Presenteremo un nuovo ricorso, ancora non sappiamo se immediato o a settembre. Dobbiamo sentire l’avvocato Gianluigi Pellegrino che ha seguito l’intera faccenda e grazie al quale abbiamo vinto questa importante battaglia.
Ma il vero campo di battaglia sarà sullo Statuto di Roma Capitale, il sindaco dovrà regolare i membri della giunta e garantire la presenza del 50% di donne. Questa sarà la vera sfida, e vedremo chi voterà questo emendamento e chi lo respingerà.

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