Manovra: in un Senato deserto spunta l'idea di uno ''scudo bis''

Solo 11 presenti a Palazzo Madama. Si parla di nuove agevolazioni fiscali per chi fa rientrare i capitali. La Lega vuole il Tfr in busta paga.

Manovra: in un Senato deserto spunta l'idea di uno ''scudo bis''
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18 Agosto 2011 - 09.50


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di Michela Rossetti e Angelo Angeli

Tramonta l’idea di tassare i “capitali scudati”, quelli cioè rientrati dall’estero due anni fa con la garanzia dell’anonimato. E viene alla ribalta, in questa confusa fase post-manovra, un nuovo scudo fiscale per fare rientrare i capitali rimasti all’estero (stimati in 150 miliardi), con una aliquota superiore a quella del 5% inserita nella precedente operazione di rimpatrio dei capitali. La nuova ipotesi, secondo fonti della maggioranza, sarebbe stata messa ieri sul tappeto. L’idea sarebbe quella di sfruttare la Tobin tax (tassa sulle transazioni finanziarie), lanciata da Sarkozy e dalla Merkel a livello europeo, che potrebbe rendere più difficile l’anonimato degli evasori.

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Il via alla manovra in un Senato deserto

In salita invece la strada per il prelievo sui capitali già scudati, come anche divisioni ci sarebbero sull’ipotesi, lanciata dalla Lega, di spalmare il Tfr (la vecchia “Liquidazione”) sulle buste paga.
La manovra intanto ieri è arrivata in Senato. Prima tappa l’avvio delle procedure in un’Aula semi deserta, con appena 11 presenti, compreso il rappresentante del governo, e con un’opposizione più in forze della maggioranza. L’iter vero e proprio partirà comunque martedì prossimo, 23 agosto, alla Commissione Bilancio del Senato. Per reperire risorse che servirebbero ad ammorbidire alcune misure che scontentano, dal prelievo per i redditi oltre i 90.000 euro ai tagli agli enti locali.

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