Nel 2013 l’Eliseo costerà ai francesi 105 milioni di euro. Non sono bruscolini, ma la bella notizia è che questa cifra è il risultato di un’operazione di “messa a dieta” del presidente socialista François Hollande, che ha tagliato le spese del 5%. Lo rivela il settimanale francese Le Parisien che comunque non è tenero con Hollande: “Margini di manovra sono ancora possibili”, osserva.
Che dire dell’Italia, dove il Quirinale costa quasi il doppio, nonostante i risparmi messi in cantiere da Napolitano, che proprio quest’anno – in linea con il “tono” del governo Monti – ha lavorato di trasparenza, divulgando all’inizio dell’anno una nota sui conti della sede della Presidenza italiana per il 2011. Ebbene: 228 milioni di euro, come già nell’anno precedente, quando il taglio era stato di 3 milioni e 217 mila euro rispetto al 2009. La nota del Quirinale osservava allora che lo sforzo andava apprezzato, visto che i conti erano rimasti immuni dall’effetto dell’inflazione.
Sì, però nella sontuosa Francia si respira un’altra aria. Il salario del personale, che nel 2012 è stato di 67,1 milioni di euro, il prossimo anno calerà a 65,1. I viaggi del presidente passeranno da 19,4 milioni di euro a 18,2 – anche con un uso meno frequente dell’Airbus presidenziale. Le spese di funzionamento andranno da 19 milioni a 17,3, quelle per i lavori strutturali da 4,1 a 3,6 e le “spese straordinarie” passeranno da una disponibilità di 0,35 a una di 0,32. Il tutto comporta un risparmio di 4,1 milioni di euro in un anno.Insomma, pure un pochino di più del “grande taglio” operato da Giorgio Napolitano nel 2010.
Il personale del Quirinale rispetto al 2006 ha avuto una bella diminuzione, eppure continuano a essere moltissimi gli uomini e le donne alle dipendenze del Quirinale: 823 le persone ins ervizio come personale di ruolo, 103 unità del eprsonale di comando e 861 in quello delle Forze di polizia