D'Alema: assurdo candidare così Prodi ma non l'ho affossato

L'ex premier contro tutti: denuncero i calunniatori. Dietro la sconfitta di Prodi c'è la regia di chi lo ha candidato, non la mia.

D'Alema: assurdo candidare così Prodi ma non l'ho affossato
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22 Aprile 2013 - 16.39


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«Nessuna mia regia su affossamento di Prodi, denuncerò calunniatori». Lo dice Massimo D’Alema in un’intervista a “Piazzapulita” in onda questa sera su La7. Nessuna regia dalemiana dietro l’affossamento di Romano Prodi nelle elezioni per il Colle, continua, semmai quella «di chi lo ha candidato in modo francamente assurdo».

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«È una vergogna, una vergogna autentica – continua D’Alema – chi dice questo è un calunniatore, io lo denuncerò. Quale regia, di che cosa? Non ho potuto impedire che quindici persone mi votassero. Dietro la sconfitta di Prodi c’è la regia di chi lo ha candidato in un modo
francamente assurdo, perche’ non si può tirare fuori in
questo modo la candidatura di Prodi senza una preparazione,
senza un’alleanza. Si cercano capri espiatori, per errori
politici che sono stati compiuti, in persone che non
c’entrano nulla. Io, come vede, vado a spasso con il cane,
non organizzo complotti, non faccio parte di nessun
organismo», aggiunge l’ex segretario.

Circa la possibilità di una scissione del Pd, D’Alema
afferma: «Non credo, ma non ne ho idea, guardi, io non
faccio parte né dei parlamentari del Pd né degli organismi
dirigenti del Pd, non vedo perché lei si rivolga a me».

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Le accuse di Occhetto: D’Alema, Letta, Fiori hanno impallinato Prodi – «Io ritengo che quello che è accaduto è estremamente grave e va molto al di là del futuro immediato del Pd: è un vero e proprio complotto». Lo ha detto
Achille Occhetto intervistato da Radio città futura sul
sabotaggio della candidatura di Romano Prodi a presidente della
Repubblica.

«È chiaro – ha proseguito Occhetto – che non si è trattato
di cento persone che sono andate lì alla spicciolata, è
qualche cosa che è stato organizzato per creare il massimo di
disordine e ricostruire un ordine sull’accordo con il
centrodestra».

Da chi è stato voluto? «Naturalmente non ci sono le firme –
ha risposto Occhetto – però è del tutto evidente che i
capibastone hanno organizzato tutto questo e lo hanno fatto per
creare, questa è la logica, le condizioni per arrivare a
Napolitano e mettere il Paese di fronte all’ineluttabile accordo
con la destra. I capibastone sono noti – ha concluso Occhetto –
non c’è bisogno che io faccia i nomi. Sicuramente D’Alema,
Fioroni, Letta e altri. Possono essere tanti. La logica politica
di un osservatore è che non sono sicuramente dei cani
sciolti».

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