Il premier incaricato, Paolo Gentiloni, ha concluso oggi le sue consultazioni e ha accettato l’incarico di formare il nuovo governo. Alle 17:30, come ha annunciato lo stesso Gentiloni, è salito al al Quirinale per incontrare il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Il neo premier si trova dal Capo dello Stato con la lista di ministri del suo nuovo governo.
Già arriva il primo colpo. A pochi minuti dalla presentazione della lista dei ministri al Colle, a sorpresa, Verdini e Zanetti annunciano, in una nota, che non voteranno la fiducia a un governo ‘fotocopia’ rispetto a quello Renzi. Senza un posto al governo, niente fiducia, insomma.
Le parole di Gentiloni. “Ho cercato di conciliare l’esigenza di tempi molto stretti che era molto chiara nelle parole del presidente Mattarella e nell’ esigenza del paese, con la necessità di ascoltare le forze parlamentari, le loro idee e le loro proposte. Rispetto chi ha preannunciato il sostegno al governo e chi ha preannunciato un atteggiamento di opposizione”, ha detto Gentiloni.
Ecologista, amico degli Usa ed ex extraparlamentare: chi è Gentiloni
Renzi: buon lavoro a Gentiloni. “Credo che sia un bel giorno quello nel quale diciamo tutti insieme ‘buon lavoro’ a Paolo Gentiloni”, è così che ha iniziato il suo intervento il segretario Pd Matteo Renzi, a conclusione della direzione del partito. “Che cosa si apre adesso? Io non voglio discutere solo dei mille giorni che sono stati. Ci sono degli elementi molto positivi indubitabili ed elementi negativi. Di che stiamo parlando? Il 59% è voto politico? Allora lo è anche il 41%”, ha poi aggiunto Renzi. L’ex premier ha sottolineato: “Neanche quando c’erano grandi personalità del passato, sia da questo che dall’altro lato del tavolo. Il nostro compito sarà quello di individuare un percorso dopo l’avvio del lavoro del governo Gentiloni”. Renzi ha chiuso la direzione nazionale del Partito Democratico recitando una poesia di Fernando Pessoa: ” Di tutto restano tre cose: la certezza che stiamo sempre iniziando, la certezza che abbiamo bisogno di continuare, la certezza che saremo interrotti prima di finire. Pertanto, dobbiamo fare: dell’interruzione un nuovo cammino, della caduta un passo di danza, della paura una scala, del sogno un ponte, del bisogno un incontro’. Questo è il Partito Democratico”, ha concluso Renzi”.
Orfini: governo Gentiloni non arriverà a fine legislatura. “È inconcepibile che la legislatura arrivi al termine, siamo al governo con forze alternative a noi e questo è stato accettabile perché natura era di legislatura costituente. A questo punto resta da affrontare la legge elettorale e questo fissa un termine alla legislatura”. Così il presidente Pd Matteo Orfini nel suo intervento in direzione.
Direzione Pd, Renzi: congresso con la consapevolezza che il voto sarà imminente
Brunetta: Gentiloni riunisca il Paese diviso da Renzi. “Renzi ha diviso il Paese e ha perso. Ci aspettiamo che Gentiloni sia in grado di riunificarlo”, ha dichiarato il presidente dei deputati azzurri, Renato Brunetta, spiegando che dal referendum “è uscito uno sconfitto solo, Renzi. Ci aspettiamo da Gentiloni una discontinuità”, che “verificheremo in politica estera ed economia, e nei rapporti con l’opposizione”.
La minoranza l Pd: sosteniamo Gentiloni, ma serve cambiamento” – La minoranza Dem assicura l’appoggio a Gentiloni, ma chiede “discontinuità”. “In coerenza con l’impegno che abbiamo assunto di garantire la stabilità dell’esecutivo non faremo mancare sostegno all’indicazione del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella – si legge in un comunicato depositato in direzione Pd -. Quanto ai contenuti dell’azione di governo valuteremo la capacità di ascolto delle esigenze del Paese. Noi siamo per la stabilità. Ma oggi la stabilità è cambiamento”.
Ncd-Ap: sì a Gentiloni. “Ribadiamo il nostro senso di responsabilità e la volontà di appoggiare il governo Gentiloni”. E’ quanto ha affermato Maurizio Lupi, capogruppo Area popolare-Ncd-Centristi per l’Italia alla Camera, dopo aver incontrato il premier incaricato. “Ci auguriamo – ha proseguito – che il governo crei un clima positivo di dialogo tra maggioranza e opposizione sul tema della riforma elettorale. Abbiamo inoltre sottolineato l’azione urgente su alcune emergenze, da quella finanziaria al terremoto fino all’emergenza sociale”.
Svp: cambiare legge elettorale prima di Consulta. “L’Italia deve avere un ruolo fondamentale. Il nuovo governo vada avanti con le politiche fatte in questi anni per dare più forza alla sua posizione all’interno dell’Unione europea”. Lo ha detto Daniel Alfreider, della delegazione Svp (Partito popolare sudtirolese), la seconda a incontrare Gentiloni per le consultazioni. Alfreider ha quindi ribadito che “è fondamentale che il parlamento si assuma la responsabilità di cambiare la legge elettorale senza aspettare la Consulta”.
Gentiloni, governo con brivido: Verdini pronto a entrare in maggioranza
Civici e innovatori: collaboriamo a nuova legge elettorale. “E’ nostra intenzione collaborare fattivamente alla stesura della legge elettorale, che deve essere elaborata dal Parlamento con un consenso più ampio di quello dell’attuale maggioranza”. Così Giovanni Monchiero, esponente di Civici e innovatori.
Gal: no ostruzionismo “Ci saranno alcuni senatori di Gal che voteranno la fiducia, altri che non lo faranno, ma ci sarà un atteggiamento non ostruzionistico, un atteggiamento dialettico, volto alla ricerca dell’accordo tra i contrari. La cosa centrale è la legge elettorale, cercheremo di fare la nostra parte”. Lo ha detto il presidente del gruppo Gal (Grandi autonomie e libertà) del Senato, Mario Ferrara.
Zeller: governo non ha scadenza, voto non prima metà 2017. “Questo governo non ha una scadenza imposta dall’inizio. Non è uno yogurt. Non avrebbe senso andare al voto prima della primavera 2017”. Lo ha detto il capo del gruppo Per le Autonomie al Senato, Karl Zeller, al termine delle consultazioni con il Presidente incaricato Paolo Gentiloni.
Meloni: Renzi mette prestanome, subito data voto. “Siamo di fronte a un intollerabile gioco delle tre carte: Renzi irresponsabile, dopo aver ricattato il Paese ha messo al governo un suo prestanome. E’ un governo che nasce senza fiducia degli italiani”. Lo afferma Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia dopo le consultazioni con il Presidente del Consiglio incaricato, Paolo Gentiloni.
Ieri l’incarico da parte di Mattarella. L’ormai ex ministro degli Esteri ha ricevuto ieri l’incarico di presidente del Consiglio incaricato al Quirinale, accettandolo – come da prassi – con riserva e dando vita poche ore dopo alle consultazioni con i gruppi parlamentari. Consultazioni che Gentiloni allarga a tutte le forze politiche, incluse quelle dell’opposizione, sebbene dal Quirinale affermi nettamente che il suo governo si muoverà “nel quadro del governo e della maggioranza uscente”. Ovvero nel solco della maggioranza del governo Renzi, con l’ingresso ormai scontato di Ala-Sc. E con le opposizioni che già preparano un’agguerrita trincea: “stiamo con i cittadini, non con i voltagabbana”, attacca il leader del M5S Beppe Grillo.
Argomenti: fratelli d'italia