Sulla Tav il governo è spaccato in due, con da un lato Salvini e la Lega che premono per il si mentre i 5 stelle si abbarbicano a una delle ultime promesse elettorali che non hanno (ancora) disatteso: Danilo Toninelli si schiera deciso dalla parte del no, anche se si dice ottimista sulla ‘quadratura del cerchio’, ossia su un accordo di governo M5s-Lega sulla questione: “sono certo che il governo non è assolutamente a rischio. Prometto tempi stretti e, aggiungo, anche nessun soldo perso o sprecato”.
“Salvini – prosegue Toninelli – parla di un milione di Tir l’anno tolti dalla strada grazie alla Tav. Sembra un numerone; peccato che si tratti in realtà di appena 2-3 mila Tir al giorno, quando sulla tangenziale di Torino passano quotidianamente circa 60 mila mezzi pesanti. Allora si capisce come il tema sia quello delle priorità nelle scelte. Io non ho pregiudizi e infatti l’analisi costi-benefici serve proprio a questo: a capire ad esempio se valga la pena spendere 5 miliardi di soldi pubblici sulla Tav, del cui tunnel di base non c’è ancora un metro, per far risparmiare 1 minuto e 20 secondi a quei relativamente pochi che viaggiano in auto tra Milano e Lione, visto che si parla di presunti benefici dell’opera anche in termini di congestione. Oppure se sia davvero utile, visto che toglie in media appena 5 secondi dal percorso medio dei tanti torinesi che ogni giorno attraversano la tangenziale di Torino”.
“Quando si discute di Tav – sottolinea – parliamo di risultati modestissimi su traffico e ambiente, mentre Torino aspetta la linea 2 della metro, 26 chilometri e oltre 3 miliardi di costo, che rappresenta – questa sì – una grande opera necessaria per i torinesi e per tutta la Regione”.
