L'ex renziano Ricci attacca Renzi: "Grave errore, ormai nessuno si fida più"

L'attuale sindaco di Pesaro era stato uno dei pontieri per evitare la rottura e adesso attacca Italia Viva

Matteo Ricci, sindaco di Pesaro
Matteo Ricci, sindaco di Pesaro
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16 Gennaio 2021 - 16.28


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Alla fine non c’è stato modo di evitare la crisi di governo, ma uno di quelli che ha provato a convincere Renzi a rimanere nella maggioranza è stato Matteo Ricci, sindaco di Pesaro del Pd, ex-renziano, vicepresidente dem ai tempi della segreteria di Renzi.

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“In politica mai dire mai ma Matteo ha commesso l’ennesimo errore madornale, una rottura incomprensibile e fidarsi di lui ormai…”.

Il sindaco è stato tra i tanti dirigenti Pd che fino all’ultimo, prima della conferenza stampa delle dimissioni delle ministre Iv, ha tentato la mediazione: “Ho tenuto i contatti con Renzi fino all’ultimo per convincerlo”.

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Ricci è uno dei tanti sindaci Pd che sono stati vicini al leader Iv da Dario Nardella a Giorgio Gori ma “anche se ognuno di noi ha la sua posizione personale, complessivamente c’è un malumore generale”, che ieri si è manifestato nella chat dei sindaci di centrosinistra.

“Siamo molto preoccupati per una crisi di governo in un momento come questo. Noi sindaci siamo in prima linea su ogni emergenza da quella sanitaria a quella sociale e economica e ci rendiamo forse conte più di altri quando sia lontana questa crisi dalle esigenze del Paese reale”.

“Nessuno di noi, tranne il sindaco di Ercolano Ciro Bonajuto, è andato con Italia Viva. Siamo rimasti tutti nel Pd anche se con posizioni diverse. Io penso sia giusto governare con i 5 Stelle, Gori è più critico. Ma sulla scelta di Renzi di aprire la crisi, siamo tutti d’accordo: è incomprensibile”, dice Ricci.

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Con Renzi è finita? “In politica mai dire mai ma -dice Ricci- ormai c’è molta diffidenza, non si fida più nessuno. Nel merito dell’esigenza di un rilancio siamo stati tutti d’accordo ma mi sembra che alla fine l’unico obiettivo di Renzi fosse far fuori Conte. Il Recovery è stato migliorato, c’era la possibilità di un patto di legislatura e nonostante questo Renzi ha aperto la crisi… Quindi ormai la diffidenza è grande sull’affidabilità di Renzi per un patto di governo per arrivare fino al 2023”.

Con i ‘responsabili’ sarà più solido un patto di governo fino al 2023?

“Io spero che nasca in Parlamento qualcosa che possa stare dentro un orizzonte politico. Il discrimine è l’europeismo. Noi governi istituzionali con i sovranisti non li vogliamo fare”.

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“Europeismo e sovranismo sono il confine per molte forze politiche e spero possa nascere una ‘gamba’ che stia nel filone europeista, popolare e liberale. Un gruppo parlamentare che abbia una prospettiva politica e guardi al Ppe e ai liberali in Europa. Uno spazio in cui poteva esserci Calenda. Vedo che battibecca con Mastella sui social…”.

 

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