Comincini lascia Renzi e torna nel Pd: "Bisogna stare nel centro-sinistra e Italia Viva è sospesa"
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Comincini lascia Renzi e torna nel Pd: "Bisogna stare nel centro-sinistra e Italia Viva è sospesa"

Il senatore ha ufficializzato l'addio annunciato da giorni: "Non vedo le condizioni perché possa nascere un soggetto centrista liberaldemocratico"

Eugenio Comincini
Eugenio Comincini
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21 Marzo 2021 - 10.46


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C’è anche chi si stufa della continua melina di Renzi in un partito che non prende posizione: Eugenio Comencini, deputato di Italia Viva fino a ieri, ha deciso di far ritorno al Pd.

Con un lungo post su Facebook ha spiegato i motivi del suo ritorno.

“Con la nascita del Governo Draghi tutti gli schieramenti e tutti i partiti stanno subendo cambiamenti. Nello schieramento dove mi sono sempre voluto collocare e riconoscere, il centrosinistra, Italia Viva oggi appare sospesa, non decisa su aspetti sui quali per me non può esserci confusione: affermare di essere alternativi ai populisti e ai sovranisti, in un quadro politico in profondo cambiamento, è una posizione a mio avviso debole”.

“I campi politici, nonostante tutti i rimescolamenti, continuano ad essere due: il centrosinistra, imperniato sul Pd, e il centrodestra, imperniato sulla Lega. Non c’è una terza via: io oggi non vedo le condizioni perché possa nascere un soggetto centrista liberaldemocratico. Dirsi alternativi ai populisti e ai sovranisti rischia di generare isolamento o rischia di porsi selettivamente in entrambi i campi a seconda delle competizioni elettorali. Un’opzione che si scosta dall’ambizione iniziale di IV e che non mi interessa percorrere, poiché mi colloco convintamente nel centrosinistra”.

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“Ho trovato nel discorso di Enrico Letta all’Assemblea nazionale del Pd molti punti di grande interesse, intorno ai quali costruire una nuova strategia per il centrosinistra” e questa settimana “ho quindi chiesto di rientrare nel Pd motivandone la ragioni alla segreteria nazionale di Enrico Letta, al capigruppo Marcucci, ai segretari lombardo Vinicio Peluffo e metropolitano milanese Silvia Roggiani. Li ringrazio per l’accoglienza: non era affatto scontata dopo la mia scelta di un anno e mezzo fa. Nelle prossime ore formalizzerò la mia decisione alla Presidente del Senato Casellati. E quindi riprenderò l’attività con il colleghi Senatori con i quali avevo iniziato la legislatura”.

“Ringrazio qui, dopo averlo fatto personalmente con ognuno di loro, i compagni di viaggio di Italia Viva: Matteo Renzi (con il quale dal 2010 ho condiviso molto del mio percorso politico fuori Cernusco), il capogruppo Davide Faraone, i coordinatori nazionali Ettore Rosato e Teresa Bellanova, la Ministra Elena Bonetti, il Sottosegretario Scalfarotto, insieme a tutti i colleghi e agli amici sui territori, in particolare quelli milanesi. Dirsi grazie e ciao senza rancore è stato per me importante”, aggiunge Comincini.

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“Ci sarà certo modo (e tempi e luoghi diversi) per approfondire e rispondere a domande e a critiche su questa mia scelta. Ora però, dopo un lungo travaglio, sento forte il desiderio di mettere tutte le mie energie sulla difficile situazione che viviamo, occupandomi di quanti – troppi – rischiano di perdere il proprio lavoro, della necessità di sostenere i nostri ceti produttivi, di ragionare di sviluppo ed economia sostenibile, della scuola e del futuro dei nostri figli, delle conseguenze derivanti dai profondi cambiamenti che vivranno le nostre città e la nostra società. E lo farò con il Partito Democratico”.  

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