Speranza: "Nei prossimi sei mesi in arrivo 130 milioni di dosi" (ma il problema è la lentezza di alcune regioni)

Il ministro della Salute apre anche allo Sputnik e guarda con fiducia ai dati: "La curva dei contagi si sta appiattendo e noi siamo aperti a qualsiasi tipo di vaccino"

Roberto Speranza
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24 Marzo 2021 - 08.28


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L’indice di positività e il numero dei contagi è leggermente calato negli ultimi giorni, anche se desta ancora molta preoccupazione il numero dei morti e la situazione degli ospedali.

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Il ministro della Salute Roberto Speranza fa un punto della situazione su ciò che ci aspetta.

“Nel secondo e nel terzo trimestre abbiamo rispettivamente 50 milioni e 80 milioni di dosi di vaccino contro il coronavirus. Con questi numeri potremo correre molto ed è quello che ci prepariamo a fare”.

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Ai vaccini attualmente disponibili -Pfizer, Moderna e AstraZeneca- a breve si aggiungerà Johnson & Johnson.

Si discute anche sull’opportunità di ‘arruolare’ il vaccino russo Sputnik: “Abbiamo bisogno di tutti i vaccini purché siano efficaci e sicuri, devono dircelo l’agenzia del farmaco europea e quella nazionale. Non mi interessa la nazionalità, non dobbiamo avere alcun tipo di pregiudizio: se un vaccino è efficace e sicuro, non importa se sia americano, europeo o russo”, dice Speranza. Le varie regioni adottano criteri diversi e procedono con velocità differenti: “Tutte le regioni sanno che c’è un piano strategico nazionale approvato con il consenso di tutte le regioni e a quel piano bisogna attenersi. Le regole sono chiare, sono state approvate e condivise dai governatori”.

“La curva dei contagi si sta leggermente appiattendo, ma la curva degli ingressi in terapia intensiva e dei decessi è molto più lenta, si piega solo diversi giorni e in alcuni casi un paio di settimane. Siamo in una fase non semplice, oggi la maggioranza degli italiani è in zona rossa perché c’è ancora un’epidemia molto forte. La variante inglese è diventata dominante, ha costretto le istituzioni territoriali e il governo nazionale ad assumere misure rigorose. L’auspicio è che le misure diano effetti: qualche primissimo segnale lo vediamo e speriamo possa diventare più consistente nelle prossime giornate”, dice analizzando il quadro dell’emergenza. L’Italia è in zona rossa fino al 6 aprile. E’ possibile che la stretta venga prorogata? “In questo momento il governo non ha preso nessuna decisione, ci confronteremo e decideremo. Ci siamo confrontati con i tecnici sulla curva epidemiologica, non abbiamo discusso di misure. Non c’è nessuna decisione”.

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