Salvini ai 'moderati' della destra: "Lega nel Ppe? Non sarà mai all'ordine del giorno"

Il segretario leghista: "Se qualcuno pensava a una centralista merkeliana dopo la Merkel deve constatare che sta accadendo il contrario"

Salvini a "Porta a Porta"
Salvini a "Porta a Porta"
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1 Novembre 2021 - 18.29


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Come accadde per l’alleata Forza Italia negli anni ’90, così anche oggi si parla con insistenza di un ingresso in grande stile della Lega nel Ppe.
L’ingresso della Lega nel Ppe non è mai stato e non sarà mai all’ordine del giorno”. Lo dice Matteo Salvini a Bruno Vespa nel libro “Perché Mussolini rovinò l’Italia (e come Draghi la sta risanando”, in libreria dal 4 novembre per Mondadori Rai Libri.
A Vespa che gli fa rilevare una diversa posizione di Giorgetti, Salvini risponde: “Se qualcuno pensava a una centralista merkeliana dopo la Merkel deve constatare che sta accadendo il contrario. In Germania si sta guardando a un governo in cui i socialisti e i verdi hanno posizioni di sinistra a cominciare dagli immigrati. E i liberali vorrebbero ridurci a pane e acqua.
E poi tutto è in movimento: in Francia dove si va al voto, in Austria, in Ungheria, in Polonia”.
Quindi quale sarebbe per voi l’approdo possibile?, chiede Vespa nel libro a Salvini. “Sto ragionando con alcuni elementi conservatori del PPE preoccupati se quel mondo sbanda a sinistra.
Ci siamo noi di Identità e Democrazia : se riuscissimo a unirci ai Conservatori (il partito di cui è segretario Giorgia Meloni) potremmo formare il primo o il secondo gruppo europeo. D’altra parte gli ungheresi sono a spasso, il premier sloveno è incerto, gli austriaci sono avvelenati. Bisogna correre perché a dicembre cambiano tutte le presidenze delle commissioni”.
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