Brutta estate tra alluvioni, caldi africani e la ministra Santanché

La Ministra Santanchè che ne combina con i suoi intrallazzi imprenditoriali più di Bertoldo e concentra tutto con incredibili attacchi alla libertà di inchieste giornalistiche

Brutta estate tra alluvioni, caldi africani e la ministra Santanché
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Nuccio Fava Modifica articolo

6 Luglio 2023 - 16.47


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Una schizofrenia climatica che non si spiega abbastanza rende tutto più difficile specie e anche per chi è costretto a starsene in casa sotto il ricatto dei condizionatori o di larghe pale di ventilatori asiatici. Colpiti specialmente gli anziani e i bambini. Dopo gli Internazionali del Foro Italico anche il tennis di Wimbledon vive le sue difficoltà. Con l’aspetto non simpatico di riservare i campi coperti alle partite con almeno un britannico in campo. In stile perfettamente anglosassone che il pubblico londinese subisce con una certa allegria analoga alla lunga sosta di ammirazione dei cortei reali si tratti del re o della regina. 

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Molto differente ovviamente la condizione di attenzione e abbigliamenti vari maschili e femminili nelle aule parlamentari che scorrono in contemporanea sui canali tv della Rai e delle emittenti commerciali.

Prevale purtroppo una atmosfera di stanchezza se non di noia, sia pure per la Ministra del Turismo che per quello della cultura lanciato in accuse roventi nei confronti del sottosegretario (memorabile la sua attribuzione a Dante di fondatore della destra mondiale) arrabbiatissimo con Sgarbi per le sue scostumatezze di questi giorni. Un grave problema nazionale evidentemente con risultati parolai e inutili come le sconcezze abituali dello stesso Sgarbi, per altro intellettuale, colto e intelligente e comunque quasi sempre oltre le righe e sbalorditivamente verboso.

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Nella sostanza non dissimile ma sicuramente ben più grave l’esito del dibattito al Senato con la Ministra Santanchè che ne combina con i suoi intrallazzi imprenditoriali più di Bertoldo e concentra tutto con incredibili attacchi alla libertà di inchieste giornalistiche, nello stesso momento in cui la Procura milanese ribadiva le accuse espresse dai giornali contro cui si era schierata non solo la ministra ma tutta la maggioranza di governo.

Assente purtroppo o fortunatamente la Presidente del Consiglio, impegnata in Polonia in un giro sostanzialmente elettorale in vista delle prossime europee con resoconti della linea europeistica del governo italiano non senza amplificazioni e parzialità. Fortunatamente si concludeva la visita in Cile del Presidente Mattarella, ricca di memoria dei sacrifici del popolo cileno fino al sacrificio di Allende privato dal colpo dei generali del leader socialista e la conseguente orribile e dura dittatura di Pinochet per riaffermare la vocazione e la responsabilità anche morale della democrazia e dei suoi reggitori. In un tempo che, anche i pericoli gravi prodotti dalla guerra Russa contro l’Ucraina ha bisogno di una rinnovata alleanza tra Europa ed America latina per rafforzare e sviluppare un dialogo tortuoso per la pace e lo sviluppo nel mondo.

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