Agricoltori, centinaia di trattori bloccano via Nomentana a Roma: mobilitazioni anche in Spagna e Polonia

Protesta degli agricoltori, Rosati: «Oggi nascerà un movimento unitario degli agricoltori che rappresenterà tutte le regioni. Chiediamo al governo un tavolo permanente e provvedimenti immediati su tutto il comparto».  

Agricoltori, centinaia di trattori bloccano via Nomentana a Roma: mobilitazioni anche in Spagna e Polonia
Trattori, protesta degli agricoltori
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20 Febbraio 2024 - 16.49


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Dopo la manifestazione in piazza della Repubblica a Roma, un centinaio di trattori ha bloccato il traffico in via Nomentana. La polizia e i carabinieri, giunti sul posto, hanno dovuto chiudere la strada nel tratto tra viale Sora Lella e il Grande raccordo anulare. “Noi da qui non ce ne andiamo finché il governo non ci incontrerà”, ha spiegato uno degli agricoltori, arrivato nella Capitale dall’Emilia Romagna.

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Roberto Rosati, uno dei leader della protesta a margine della manifestazione a piazza della Repubblica a Roma, ha annunciato che sta per nascere un unico grande movimento di protesta della categoria.

«Oggi nascerà un movimento unitario degli agricoltori che rappresenterà tutte le regioni. Chiediamo al governo un tavolo permanente e provvedimenti immediati su tutto il comparto. È ora di passare ai fatti altrimenti da qui non ce ne andiamo».  

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La protesta in Spagna

Diversi organizzazioni hanno indetto per domani in Spagna una manifestazione dei trattori sul modello di quelle che hanno già interessato altri paesi europei. Il segretario generale del sindacato UGT, Pepe Álvarez, ha definito però “inutile” il raduno dei trattori convocato da una parte del settore rurale e ha sottolineato che “l’unità di azione nel settore rurale è uno strumento assolutamente necessario” per gli agricoltori.

Il leader dell’Ugt ha detto che i tre principali sindacati degli agricoltori stanno lavorando affinché i cittadini “sostengano gli agricoltori e sicuramente queste mobilitazioni non vanno nella” direzione ideale.

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Tuttavia, Alvarez ha aggiunto che queste proteste “fanno parte della libertà” e ha sottolineato che ognuno deve assumersi “le proprie responsabilità”. “Per noi le richieste degli agricoltori devono essere affrontate, devono essere portate all’UE e le elezioni europee sono un buon momento per parlare di politiche agricole”, ha aggiunto Álvarez.

Proteste anche in Polonia

Gli agricoltori polacchi hanno bloccato un centinaio di strade e valichi di frontiera verso l’Ucraina, in particolare per denunciare le importazioni agroalimentari ucraine ritenute “incontrollate” e per chiedere una revisione delle norme europee. Queste azioni fanno parte di un ampio movimento di protesta da parte degli agricoltori di tutto il continente europeo. Decine di trattori si sono riversati a Ryki, 100 chilometri a sud-est di Varsavia, da dove hanno deciso di bloccare la superstrada S17 che porta alla città di Lublino e più avanti verso il confine con l’Ucraina. Gli agricoltori hanno sventolato le bandiere bianche e rosse della Polonia sui loro veicoli, con cartelli che su cui era scritto: ?fermare l?afflusso incontrollato di merci ucraine? o ?l?agricoltura sta morendo a poco a poco?. Lunedì il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyj ha affermato che il blocco del confine polacco da parte di camionisti e agricoltori polacchi dimostra “l’erosione della solidarietà” nei confronti del suo Paese.

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