Festa dell’Unità di Reggio Emilia: entusiasmo, integrazione e tradizione per un modello politico ancora vivo
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Festa dell’Unità di Reggio Emilia: entusiasmo, integrazione e tradizione per un modello politico ancora vivo

Dopo tanti anni sono ritornato alla festa dell'Unità di Reggio Emilia che per qualche giorno sarà ancora quella provinciale, ma dal 2 al 14 settembre diventerà quella nazionale.

Festa dell’Unità di Reggio Emilia: entusiasmo, integrazione e tradizione per un modello politico ancora vivo
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30 Agosto 2025 - 14.39


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di Carlo Cotticelli

Dopo tanti anni sono ritornato alla festa dell’Unità di Reggio Emilia che per qualche giorno sarà ancora quella provinciale, ma dal 2 al 14 settembre diventerà quella nazionale. Sono rimasto stupito in maniera positiva dall’entusiasmo di chi ha organizzato, di chi partecipa, fondamentalmente una città che quasi ogni sera movimenta questo evento politico che resta unico: pensate che è dal 1945, dalla prima festa dell’Unità di Mariano Comense organizzata da Giancarlo Pajetta nell’agosto del 1945, che la festa dell’Unità ogni anno offre spettacoli, dibattiti politici e incontri in quasi tutte le piazze d’Italia.

Certo, non è più la festa mastodontica di una volta: il Partito Democratico è altra cosa rispetto al PCI e anche rispetto al PDS, ma va dato atto agli organizzatori della festa, in particolare al tesoriere di Reggio Emilia e organizzatore della festa Alfredo Medici, di aver costruito qualcosa di straordinario che ha dato un po’ a tutti sensazioni positive, coniugando tradizione e innovazione.

Ecco, questo è uno dei modi con i quali si avvicina la cittadinanza a un partito: abbiamo avuto l’opportunità di conoscere anche i nuovi sindaci del territorio reggiano e soprattutto – questo lo abbiamo notato – erano presenti italiani figli di immigrati ben integrati nel partito e nella società reggiana. Insomma, è questo il modello al quale bisogna ispirarsi: integrazione, solidarietà, coinvolgimento e dare opportunità a tutti.

In questa parte d’Italia vediamo che le cose funzionano ancora a dovere: sicuramente ci saranno cose che non vanno, come in tutte le parti del mondo, ma certamente il sistema complessivo regge con la volontà, con la determinazione, con la capacità gestionale. Da qui si riparte proponendo un sistema alternativo, di pubblico e privato, dove però è il pubblico che determina, che rappresenta una alternativa reale, ad esempio a quello che viene offerto da anni da Comunione e Liberazione e che rappresenta l’ossatura del programma della destra.

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