I valori occidentali e il cerchiobottismo del governo Meloni
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I valori occidentali e il cerchiobottismo del governo Meloni

L’aggressione statunitense al Venezuela segna la fine definitiva dell’occidente, se il genocidio Gaza e la guerra russo-ucraina non fossero bastati.

I valori occidentali e il cerchiobottismo del governo Meloni
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Giovanna Musilli Modifica articolo

4 Gennaio 2026 - 22.50


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L’aggressione statunitense al Venezuela segna la fine definitiva dell’occidente, se il genocidio Gaza e la guerra russo-ucraina non fossero bastati. Si celebrano in queste ore i funerali del diritto internazionale, dell’autodeterminazione dei popoli, delle Nazioni Unite, di quel mondo fatto di pace, cooperazione e democrazia che si tentò di costruire in occidente all’indomani della Seconda guerra mondiale. 

Gli Stati Uniti hanno violato la sovranità di uno stato indipendente, bombardato civili e rapito il presidente eletto – facendo nulla di più e nulla di meno rispetto alla tanto vituperata Russia di Putin – nel silenzio neppure troppo imbarazzato dell’Europa e del cosiddetto mondo libero. 

Tanto per cambiare, il governo italiano si è distinto per un formidabile cerchiobottismo da fare invidia ai governi De Mita. La presidente del consiglio Giorgia Meloni è riuscita a dire che sì, in effetti le bombe sarebbe stato meglio evitarle – magari tornando alle più discrete operazioni di intelligence dei bei vecchi tempi – ma in sostanza l’intervento statunitense è legittimo, per via della nobile aspirazione trumpiana ad arginare il narcotraffico. Insomma, il servilismo italiano nei confronti degli Usa, per giustificarne l’imperialismo e la politica di potenza, ha aggiunto all’esportazione della democrazia financo la lotta al traffico di droga. 

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In spregio al senso del ridicolo, peraltro, visto che lo stesso Presidente Trump l’ha subito smentita dichiarando che la sua intenzione è quella di assumere il controllo del petrolio venezuelano. 

In sostanza, dopo aver assolto Israele per il genocidio a Gaza, ora Meloni&co assolvono anche gli Stati Uniti per le bombe su Caracas. Invece, la Russia resta brutta e cattiva, forse perché – a differenza degli Stati Uniti – prima di violare uno stato sovrano con le bombe, aveva tentato fino all’ultimo istante di far rispettare gli accordi di Minsk che garantivano la neutralità dell’Ucraina e la fine delle persecuzioni contro i russofoni del Donbass. La coerenza vige sovrana. 

D’altronde, secondo il nostro fulgido ministro degli Esteri Antonio Tajani “il diritto internazionale vale fino a un certo punto”, e il punto lo decide l’occidente, naturalmente. Segnatamente Trump, con l’Europa al traino. 

Sarebbe interessante chiedere ai leader nostrani che tanto si fregiano di difendere “i valori occidentali” contro nemici ad hoc come la Russia, l’Islam, perfino la cultura Woke, o qualche altra minaccia immaginaria, quali valori di preciso siano convinti di custodire. Evidentemente non si riferiscono alle conquiste teoriche dell’Illuminismo, alla pace, ai diritti umani, alla democrazia, al ripudio della violenza, allo stato di diritto, alla diplomazia, alle libertà fondamentali. 

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Se si intende il mondo come un insieme di stati che perseguono politiche di potenza in un’ottica imperialistica in base alla quale sia legittimo bombardare altri stati sovrani, massacrare civili, scegliere a proprio piacimento i governi che devono presiedere altre nazioni al fine di sfruttarne impunemente le risorse, c’è da chiedersi se davvero valga la pena parlare ancora di valori occidentali. 

A nulla vale che la storia abbia già dimostrato due volte a cosa porta una visione di questo genere, cioè alla guerra mondiale, se al governo dei paesi sedicenti democratici non ci sono persone che hanno studiato. 

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