I reazionari di estrema destra a sostegno di Orban: un video lugubre e spaventoso
Top

I reazionari di estrema destra a sostegno di Orban: un video lugubre e spaventoso

L’internazionale nera che si sta impadronendo dell’occidente liberal-democratico è tutta racchiusa in uno spaventoso video-spot in cui i leader filofascisti di tutto il mondo incoraggiano i cittadini ungheresi a votare Viktor Orbán

I reazionari di estrema destra a sostegno di Orban: un video lugubre e spaventoso
Meloni, Salvini e Netanyahu
Preroll

Giovanna Musilli Modifica articolo

15 Gennaio 2026 - 18.07


ATF

L’internazionale nera che si sta impadronendo dell’occidente liberal-democratico è tutta racchiusa in uno spaventoso video-spot in cui i leader filofascisti di tutto il mondo incoraggiano i cittadini ungheresi a votare Viktor Orbán alle elezioni presidenziali che si terranno il prossimo 12 Aprile.

Ci sono Benjamin Netanyahu, Santiago Abascal, Alice Weidel, Marine Le Pen, Andrej Babiš, Javier Milei, e naturalmente i nostrani Giorgia Meloni e Matteo Salvini. Solo il fatto che i nostri leader, incidentalmente presidente del consiglio e ministro dei trasporti del governo in carica, si accompagnino con questi personaggi è allarmante. 

Contro il premier israeliano Netanyahu la Corte penale internazionale ha spiccato un mandato di cattura per crimini contro l’umanità e crimini di guerra; Abascal è il leader del partito spagnolo Vox che, fra le altre cose, vorrebbe riabilitare il franchismo; Weidel è a capo di Alternative für Deutschland, il partito tedesco che nel ventunesimo secolo parla di remigrazione (cioè deportazione) degli immigrati irregolari ma anche regolari se non assimilati; Le Pen, presidente del Rassemblement National, è nota per voler tornare all’Europa del secolo scorso, composta di nazioni armate una contro l’altra, oltre che per la sua opposizione ai diritti civili; Babiš, detto “il Donald Trump ceco”, plurimilionario leader di Akce nespokojených občanů, detiene il monopolio dell’informazione nella Repubblica ceca ed è stato già denunciato dal Parlamento Europeo per conflitto d’interessi; Milei è il presidente argentino con la motosega, per intenderci. 

Dal canto suo, Orbán, primo ministro ungherese dal 2010, ha ormai ridotto l’Ungheria a un regime in cui non c’è più lo stato di diritto, non c’è libertà di informazione, il potere giudiziario dipende dall’esecutivo, e perfino le università sono controllate dal governo. A scanso di equivoci sul suo orientamento ideologico, nel 2021, ha definito eroe nazionale un certo Endre Frankó, pilota ungherese che, durante la seconda guerra mondiale, prestò servizio sotto il comando della Germania nazista.

Ecco, Giorgia Meloni e Matteo Salvini ci tengono a farci sapere che sentono una consonanza ideologica con questi soggetti, tanto da collaborare perfino alla campagna elettorale di uno di loro. 

Allora, quando Paolo Mieli dice che in Italia non c’è pericolo di una torsione autoritaria e Tomaso Montanari gli ricorda che l’alveo culturale dell’attuale classe dirigente, soprattutto quella di Fratelli d’Italia, è di matrice fascista – come recentemente accaduto in un programma su La7 – non si dovrebbero nutrire dubbi su chi abbia ragione. 

Del resto, l’attenzione dovrebbe concentrarsi su ciò che il governo ha fatto e ha in animo di fare, non sulle buone maniere di Giorgia Meloni, senz’altro più garbata dei suddetti leader. Dalla separazione delle carriere dei magistrati che prelude alla subordinazione del potere giudiziario al governo, alla riforma del premierato che immagina un potere esecutivo senza più vincoli e controlli, alle norme liberticide dei decreti sicurezza che demonizzano anche le forme pacifiche di dissenso, ce n’è abbastanza quanto meno per sollevare qualche preoccupazione. 

Per non parlare dell’intolleranza nei confronti dei diritti civili e delle minoranze, della malcelata pretesa di istituire una morale di stato ispirata a dio, patria e famiglia, del nazionalismo di facciata, del revisionismo storico… 

Difficile, ancora di più dopo questo video, sostenere che Meloni e i suoi siano dei convinti democratici. 

Native

Articoli correlati