Opposizioni all’attacco: scandalo spionaggio sui magistrati, Pd e M5S chiedono dimissioni immediate di Nordio

Per il Partito Democratico e M5s la vicenda rappresenta un allarme gravissimo per la democrazia e per la separazione dei poteri: la presenza di un software che consentirebbe l’accesso remoto ai computer dei magistrati,

Opposizioni all’attacco: scandalo spionaggio sui magistrati, Pd e M5S chiedono dimissioni immediate di Nordio
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21 Gennaio 2026 - 21.25


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Per il Partito Democratico (Pd) la vicenda rappresenta un allarme gravissimo per la democrazia e per la separazione dei poteri: la presenza di un software che consentirebbe l’accesso remoto ai computer dei magistrati, se confermata, configurerebbe una violazione della riservatezza delle indagini e delle informazioni sensibili trattate dalla magistratura. In questo contesto, alcuni esponenti del Pd hanno chiesto esplicitamente le dimissioni di Nordio e l’audizione della premier **Giorgia Meloni in Aula per fornire spiegazioni pubbliche.

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Anche il Movimento 5 Stelle (M5S) ha definito lo scenario prospettato da Report come uno “scandalo incalcolabile” per la tenuta della democrazia, sollecitando il governo a spiegare immediatamente i fatti e le responsabilità relative all’installazione e alla gestione del software sui dispositivi della magistratura.

Critiche trasversali e allarme democratico

Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, ha parlato di rivelazioni “gravissime per la qualità della democrazia nel nostro Paese”, interrogandosi sui motivi per cui un sistema con potenziale accesso remoto sia stato installato su macchine così sensibili e su quali garanzie di controllo e tutela dei dati siano previste. Bonelli ha definito la vicenda come potenzialmente indicativa di un governo degli spioni, mettendo in discussione la protezione delle libertà fondamentali.

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Le opposizioni hanno inoltre richiamato l’attenzione sulla mancanza di trasparenza e di risposte chiare da parte dell’esecutivo, sottolineando come la tutela dell’indipendenza e della sicurezza dei magistrati sia un pilastro essenziale dello Stato di diritto e non possa essere compromessa da strumenti tecnologici non adeguatamente regolamentati.

Tensioni in Aula e futuro dibattito parlamentare

La questione, nata dall’anticipazione di una puntata televisiva, si è rapidamente trasformata in un confronto serrato in Parlamento, con Nordio che ha respinto le richieste di chiarimenti come ingiustificate e ha invitato le opposizioni a non utilizzare l’argomento in termini tali da configurare accuse penali. Il dibattito rischia di protrarsi nelle prossime settimane, con possibili richieste formali di audizioni e interrogazioni anche alle commissioni competenti.

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