Fratoianni: Meloni ambigua su Gaza, l’Italia riconosca lo Stato di Palestina e rompa la subalternità agli Usa
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Fratoianni: Meloni ambigua su Gaza, l’Italia riconosca lo Stato di Palestina e rompa la subalternità agli Usa

Intervenendo ai microfoni di L’Aria che tira su La7, Fratoianni non usa giri di parole:

Fratoianni: Meloni ambigua su Gaza, l’Italia riconosca lo Stato di Palestina e rompa la subalternità agli Usa
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22 Gennaio 2026 - 18.35


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Altro che “apertura” prudente. Per Nicola Fratoianni, leader di Sinistra Italiana e deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, la posizione del governo Meloni sul cosiddetto Board of peace proposto da Donald Trump per Gaza è politicamente inaccettabile e moralmente indifendibile. Un’imbarazzata disponibilità che, secondo Fratoianni, rivela tutta la subalternità dell’esecutivo italiano ai ricatti americani e ai giochi dei sovranisti internazionali.

Intervenendo ai microfoni di L’Aria che tira su La7, Fratoianni non usa giri di parole: invece di dichiararsi “interessata”, seppure tra mille distinguo e cautele, a quello che definisce senza mezzi termini un comitato d’affari costruito da Trump sulla pelle dei palestinesi, la presidente del Consiglio dovrebbe fare una scelta politica chiara. L’unica possibile, secondo Avs, è lavorare per la soluzione dei due popoli e due Stati, a partire dal riconoscimento formale dello Stato di Palestina, che l’Italia continua ostinatamente a rinviare.

Il leader di SI denuncia la natura dell’operazione lanciata dall’ex presidente americano: una manovra che nulla ha a che vedere con la pace e molto con la speculazione. Trump – accusa Fratoianni – chiede un miliardo di euro per spartirsi i proventi di un’operazione immobiliare su un territorio devastato, mentre il popolo palestinese continua a subire violenze sistematiche, apartheid e deportazioni in Cisgiordania. Una realtà che, sottolinea, non appartiene al passato ma è drammaticamente attuale.

Per Fratoianni, parlare oggi di “pace” senza affrontare le responsabilità politiche e senza riconoscere i diritti fondamentali dei palestinesi significa legittimare un disegno cinico, che normalizza il genocidio e trasforma la distruzione in occasione di profitto. Ed è proprio per questo che l’Unione europea, a partire dal Consiglio straordinario in corso, dovrebbe finalmente fare ciò che finora non ha voluto o non è stata capace di fare: affrontare apertamente i ricatti di Washington e rispondere in modo adeguato.

Nel mirino del leader di Avs c’è anche il blocco interno all’Unione, alimentato – sostiene – da quei governi in cui sovranisti e “amici di Putin” contribuiscono a indebolire l’Europa, rendendola incapace di una politica estera autonoma e fondata sul diritto internazionale. Un contesto in cui l’Italia, invece di svolgere un ruolo di equilibrio e di iniziativa, appare sempre più appiattita su posizioni attendiste e ambigue.

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