In merito alla possibile presenza degli agenti dell’Ice alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina si è espresso il segretario generale della Conferenza episcopale italiana, monsignor Giuseppe Baturi. “Rispetto alla questione dell’ordine pubblico speriamo che sia assicurato il più possibile dalle nostre autorità”, ha detto l’alto prelato durante la conferenza stampa al termine del consiglio permanente dei vescovi.
Secondo Baturi, quindi, la sicurezza pubblica durante lo svolgimento dell’evento sportivo dovrà essere prerogativa, quasi assoluta, delle forze dell’ordine italiane e non “delegata” o condivisa con gli agenti della polizia anti-immigrazione americana.
La posizione dei vescovi assume un chiaro rilievo politico, considerando le polemiche sulla presenza degli agenti statunitensi in Italia. La sicurezza degli eventi internazionali, secondo Baturi, non dovrebbe diventare oggetto di interventi stranieri, anche se in ruoli “di ufficio”.
I Pasdaran in Italia con la nazionale? L’ambasciata smentisce
Mentre dal fronte Ice sono arrivate conferme della presenza degli agenti americani sul suolo italiano, anche se solo con ruoli “di ufficio”, nelle ultime ore si era diffusa la voce che ad accompagnare la spedizione iraniana a Milano-Cortina sarebbero stati i Pasdaran. A riferirlo in Aula al Senato era stato Alberto Balboni, di Fratelli d’Italia, scatenando immediatamente le reazioni delle opposizioni, che hanno chiesto al governo di chiarire se fosse un fatto confermato.
A smentire ci ha poi pensato direttamente l’ambasciata dell’Iran in Italia: “Si informa che la squadra iraniana sarà composta da quattro atleti della disciplina dello sci, un allenatore, il capo delegazione e un consigliere olimpico della Repubblica islamica dell’Iran”, si legge in un post su X, “Auspichiamo che, prima di qualsiasi analisi o presa di posizione politica, venga verificata la veridicità delle notizie”.
Il dibattito politico sulla sicurezza delle Olimpiadi di Milano-Cortina rimane acceso, con le istituzioni italiane chiamate a chiarire ruoli e limiti degli interventi stranieri, in linea con la preoccupazione espressa dalla Conferenza episcopale italiana.
