“Sarebbe il caso che i responsabili di questa candidatura, per buona creanza, evitassero in futuro di partecipare alle commemorazioni di Pio La Torre e Piersanti Mattarella. Loro, sicuramente, non avrebbero approvato una scelta simile”.Si chiude così il duro intervento del segretario cittadino del PD di Agrigento in merito alla candidatura a sindaco del discusso PD Vladimiro Crisafulli a sindaco di Enna. In Sicilia si grida allo scandalo e si invoca una parola in merito dalla segretaria nazionale.
Pare che la candidatura del discusso Crisafulli esca dal cilindro degli incontri regionali delle forze del centrosinistra per un debito congressuale: pare che Crisafulli sia stato determinante nella corsa di Barbagallo a segretario regionale.
Sta di fatto che la candidatura di Enna col nome pesantissimo e ingombrante di Crisafulli – fatto ingoiare pure all’astro nascente della politica siciliana,l’ex Iena La Vardera, creatore di “Controcorrente” sta condizionando altre realtà, in primis Agrigento. Qui dall’inizio della scorsa estate aveva preso vita una larga area progressista che aveva individuato come candidato sindaco una personalità indipendente nella quale tutti si riconoscevano, compresa una larga parte della città, oltre i confini dell’elettorato tradizionale ( piuttosto limitato ) del centrosinistra.
Nella città del fallimentare 2025 che ha visto Agrigento Capitale della Cultura, sta emergendo una certa difficoltà del centrodestra, e questo avrebbe potuto favorire una scelta unitaria, non partitica, dell’opposizione. Tutto questo è insidiato dai patti regionali che hanno voluto favorire Crisafulli. Per questo, l’assemblea cittadina convocata per questa domenica 8 marzo, si annuncia di fuoco. Non si esclude un documento della base che ricalcherebbe l’atto d’accusa del segretario cittadino, Nino Cuffaro, reso pubblico alla vigilia.Nel mirino degli strali della base, lo “sbracamento” del PD siciliano per favorire Crisafulli, rischiando di gettare alle ortiche l’esperienza e il cantiere di Agrigento, provocando una indignazione generale che il PD e le forze riformiste pagherebbero alle urne.
Ecco la denuncia del segretario cittadino del PD:
“Nel libro “I complici”, scritto dai giornalisti Lirio Abate e Peter Gomez, a pag. 141 viene raccontata la storia di un incontro particolare tra un politico potente e un capomafia. Di seguito il racconto.
“Un video di 22 minuti. Seduti uno di fronte all’altro nell’ufficio del direttore dell’hotel Garden di Pergusa, il boss di Enna Raffaele Bevilacqua e il vicepresidente diessino dell’assemblea regionale siciliana Wladimiro Crisafulli appaiono alle videocarnere della squadra mobile distesi e sorridenti. Il deputato chiede un posacenere, uno dei titolari dell’albergo, porta anche una penna e un bloc-notes. «No, non mi serve la carta», risponde l’avvocato, «tutto a mente… non si lasciano tracce».
Inizia così, alle 13 e 45 del 19 dicembre 2001, il primo colloquio tra un boss mafioso ed un leader istituzionale, interamente ripreso da una videocamera investigativa. Un documento straordinario che ha aperto una finestra sui rapporti diretti mafia-politica in Sicilia.
L’avvocato Bevilacqua appare scortato da due guardaspalle, mentre il monitor segna le ore 13.40. Due minuti dopo le videocamere inquadrano Crisafulli col suo autista. immancabile il bacio sulle guance tra il boss e il deputato (se lo avesse raccontato, un pentito non ci avrebbe creduto nessuno).
I “collaboratori” restano fuori della porta a sorvegliare discretamente la situazione. Dentro l’ufficio il clima è disteso. Poi si comincia a parlare di politica. Il boss, che tradisce una certa deferenza nei confronti di Crisafulli, chiede e il parlamentare risponde. L’avvocato si lamenta di Piazza Armerina, un comune dell’Ennese, dove un rimpasto programmato rischia di privilegiare candidati che non gli piacciono. «Spererei», dice. «che mi facessi contento questo gruppo. Se sono amici miei sono anche amici tuoi». Crisafulli ascolta.
Dalla politica agli appalti. Il passaggio cruciale, in cui i due continuano un discorso iniziato prima, arriva subito dopo e viene introdotto da una frase dell’avvocato: «Allora, per quei taglialegna». dice Bevilacqua, “avevi detto due”. «Magari di più», risponde Crisafulli. «tre, quattro». Si riferiscono ad un disboscamento il cui appalto è affidato ad una ditta calabrese, nel quale Bevilacqua, titolare di un’impresa, vuole, a giudicare dal tenore delle richieste, entrare. E non solo in quello. L’avvocato chiede infatti di avere una parte in tutti gli appalti che ci sono in provincia. Si parla del Campus universitarìo, 120 miliardi di vecchie lire, da realizzare ad Enna Bassa, di certi lavori nella “salita di Enna”.
Qui, per la gioia dei sociologi, il video offre il fotogramma destinato a riaprire il dibattito sul terzo livello, sui rapporti di forza tra mafia e politica. Chi comanda chi? Il summit Bevilicqua-Crisafulli offre una risposta inequivocabile: “A chi lo hai dato?”, chiede il boss a proposito di un certo appalto. «Agli unici che lo possono fare», risponde Crisafulli, «i fratelli Gulino». Franco è il presidente di Confindustria ad Enna, il fratello è stato ai vertici della Cna; sono considerati fedelissimi di Crisafulli. All’avvocato questa cosa non piace e se ne lamenta, insistendo, ma l’onorevole Ds risponde tre volte, con decisione: “Fatti i c… tuoi”.
Infine le tangenti. I due non ne parlano esplicitamente, ma quando, per un lavoro bloccato, Bevilacqua chiede un incontro con la ditta, Crisafulli replica che su quell’appalto «comandano altre due ditte che vanno prima liquidate». «Se vogliono quel lavoro devono battere un colpo», esclama Wladimiro con decisione, «e devono batterlo forte». L’incontro si chiude alle 14.05, le videocamere della squadra mobile di Enna, piazzate all’hotel Garden all’insaputa del direttore per sorprendere una banda di estorsori, hanno registrato un documento a suo modo unico.
Se il direttivo regionale ha censurato il compagno Mirello, confermando che «frequentare boss è inammissibile», quasi tutte le sezioni ds di Enna si sono strette attorno a lui, chiedendogli di revocare l’autosospensione dalla carica di vicepresidente dell’Ars”
Oggi l’on. Crisafulli è il candidato del PD alla carica di sindaco di Enna.
Quanto questo sia compatibile con i valori del PD, a partire dalla lotta alla mafia e alla cultura mafiosa, e quanto sia in linea con il rinnovamento voluto da Elly Schlein, lascio giudicare ad ognuno”.
Feroce la chiusura:”Sarebbe il caso, però, che i responsabili di questa candidatura, per buona creanza, evitassero in futuro di partecipare alle commemorazioni di Pio La Torre e Piersanti Mattarella. Loro, sicuramente, non avrebbero approvato una scelta simile”.