Meloni auspica le dimissioni di Santanchè: il disastro del referendum costringe la 'capa' a mollare gli indifendibili
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Meloni auspica le dimissioni di Santanchè: il disastro del referendum costringe la 'capa' a mollare gli indifendibili

La notizia, riportata come un atto di responsabilità e sensibilità istituzionale, appare oggi come un gesto tardivo: il caso Santanchè è noto da mesi e mesi,

Meloni auspica le dimissioni di Santanchè: il disastro del referendum costringe la 'capa' a mollare gli indifendibili
Daniela Santanché
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24 Marzo 2026 - 20.39


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“La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, auspica che il Ministro del Turismo Daniela Santanchè faccia una scelta analogia a quella del sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro, e del capo di gabinetto Giusi Bartolozzi, che hanno rassegnato le dimissioni dai loro incarichi. Meloni esprime apprezzamento per la scelta dei due dirigenti e li ringrazia per il lavoro svolto con dedizione, sottolineando l’importanza della responsabilità e della sensibilità istituzionale” Lo riferisce una nota ufficiale di Palazzo Chigi, che evidenzia come la posizione della premier rifletta la coerenza e l’attenzione del governo verso i ruoli pubblici.

La notizia, riportata come un atto di responsabilità e sensibilità istituzionale, appare oggi come un gesto tardivo: il caso Santanchè è noto da mesi e mesi, scandagliato dai media e dagli osservatori politici, e solo adesso sembra che la premier si accorga della delicatezza della situazione. Per settimane, le critiche e le inchieste che hanno circondato la ministra del Turismo sono state minimizzate, ignorate o coperte da una patina di protezione politica che ha impedito di affrontare la questione nella sua gravità. Oggi, improvvisamente, la maschera cade e l’imbarazzo emerge con tutta la sua evidenza: quello che era stato tollerato e persino coperto, diventa adesso motivo di appello alla responsabilità.

La scelta dei due dirigenti, Delmastro e Bartolozzi, che hanno rassegnato le dimissioni, viene presentata come esempio da seguire, ma evidenzia anche l’incoerenza di chi fino a ieri ha dato copertura politica a vicende che politicamente erano gravi. La nota di Palazzo Chigi conferma che la premier ora intende richiamare l’attenzione sull’importanza della responsabilità, ma il tempismo di questa presa di posizione appare quanto meno discutibile: la sensibilità istituzionale invocata sembra emergere solo quando la pressione pubblica diventa insostenibile.

In sostanza, l’appello a Santanchè è meno un gesto preventivo e più la necessità di correggere il percorso, di mostrare coerenza e attenzione verso i ruoli pubblici, dopo mesi in cui le situazioni imbarazzanti erano state trattate con leggerezza o sottovalutate. La politica italiana, in questo caso, si mostra così nella sua duplice faccia: copre e minimizza quando conviene, e richiama a responsabilità e sensibilità istituzionale solo quando il conto politico diventa inevitabile.


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