Ha scritto l’ex (ma sarà ex?) missina e adoratrice del fascista antisemita Giorgio Almirante: “Ricapitolando. Durante alcune delle manifestazioni per il 25 aprile, cioè manifestazioni che dovrebbero celebrare la libertà contro ogni oppressione: • Aggressioni contro chi portava una bandiera ucraina (tra cui anche esponenti politici), cioè la bandiera di un popolo che combatte per la sua libertà contro un invasore. Si sono viste addirittura immagini indegne di un anziano a cui viene impedito di partecipare alla manifestazione; • Sindaci democraticamente eletti, di ogni schieramento politico, contestati e insultati; • Cartelli e targhe in ricordo delle Foibe imbrattati; • La Brigata ebraica insultata in piazza e costretta ad allontanarsi dal corteo sotto scorta delle Forze dell’ordine. Se questi sono quelli che dicono di difendere libertà e democrazia, direi che abbiamo un problema”.
Premesso che l’ex missina non una sola parola ha detto sugli spari contro due militanti dell’Anpi fatti da uno sconosciuto in scooter con una giacca militare, penso che la signora non abbia la dignità né politica e né morale di profferire una sola parola che sia una sulla festa della Liberazione.
Né si può permettere, come al solito, di usare episodi certamente deprecabili (ma lo possiamo dire noi e non lei) per il solito giochino post-fascista di voler gettare fango su milioni e milioni di democratici che il 25 aprile festeggiano (a differenza sua) la liberazione dell’Italia dal nazi-fascismo e il ritorno alla libertà dopo gli anni del disonore fascista perpetrato con la dittatura criminale di Benito Mussolini, che molti dei suoi camerati rimpiangono, alcuni in maniera financo sfacciata.
Se l’ex missina ha tanto desiderio di criticare le manifestazioni per la Liberazione vada prima a piedi scalzi a prostrarsi di fronte ai martiri dell’eccidio nazi-fascista e poi vada, sempre a piedi scalzi, davanti alla targa che commemora i morti della strage fascista di Bologna visto il suo attuale partito e i suoi antenati in tutti questi decenni non solo hanno negato una verità incontrovertibile ma hanno tentato di accreditare piste false.
Di ‘ricapitolando’ ne potremmo dire uno al giorno per i prossimi decenni. Ma non c’è alcun interesse. Lei resti dove è sempre stata, ossia dalla parte sbagliata dalla storia. Ai suoi giochini per delegittimare i partigiani, la Resistenza e chi festeggia il 25 aprile non crede più nessuno. E comunque non glielo permetteremo.
Argomenti: giorgia meloni
